MOSCA Ancora brutte notizie per l’economia russa: secondo la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), nel 2015 il Pil della più importante tra le repubbliche ex sovietiche subirà una contrazione del 4,8%, e non di un modesto 0,2% come annunciato precedentemente. Si tratta d
MOSCA Ancora brutte notizie per l’economia russa: secondo la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), nel 2015 il Pil della più importante tra le repubbliche ex sovietiche subirà una contrazione del 4,8%, e non di un modesto 0,2% come annunciato precedentemente. Si tratta d
MOSCA Ancora brutte notizie per l’economia russa: secondo la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), nel 2015 il Pil della più importante tra le repubbliche ex sovietiche subirà una contrazione del 4,8%, e non di un modesto 0,2% come annunciato precedentemente. Si tratta d
BRONI I giovani non sono interessati all’agricoltura? Sembra il contrario. Negli ultimi mesi l’agenzia immobiliare “Consulcasa” di Broni, specializzata nel settore, ha esposto annunci per la vendita di dodici aziende agricole sulle colline dell’Oltrepo, e tra i possibili acquirenti ci sono
BRONI I giovani non sono interessati all’agricoltura? Sembra il contrario. Negli ultimi mesi l’agenzia immobiliare “Consulcasa” di Broni, specializzata nel settore, ha esposto annunci per la vendita di dodici aziende agricole sulle colline dell’Oltrepo, e tra i possibili acquirenti ci sono
BRONI I giovani non sono interessati all’agricoltura? Sembra il contrario. Negli ultimi mesi l’agenzia immobiliare “Consulcasa” di Broni, specializzata nel settore, ha esposto annunci per la vendita di dodici aziende agricole sulle colline dell’Oltrepo, e tra i possibili acquirenti ci sono
ROMA Lunga vita al piano Juncker, anche se non si capisce a quando partirà e chi metterà i soldi nel fondo, lanciato dal presidente della Commissione europea, per rilanciare gli investimenti in Europa. È quel che emerge tirando le somme sui consensi in Francia e Italia (la Germania un po’
ROMA Lunga vita al piano Juncker, anche se non si capisce a quando partirà e chi metterà i soldi nel fondo, lanciato dal presidente della Commissione europea, per rilanciare gli investimenti in Europa. È quel che emerge tirando le somme sui consensi in Francia e Italia (la Germania un po’
ROMA Lunga vita al piano Juncker, anche se non si capisce a quando partirà e chi metterà i soldi nel fondo, lanciato dal presidente della Commissione europea, per rilanciare gli investimenti in Europa. È quel che emerge tirando le somme sui consensi in Francia e Italia (la Germania un po’
ROMA Parte dalle città quella che il governo definisce «la più importante opera pubblica di cui l’Italia ha bisogno»: la messa in sicurezza del territorio per ridurre i rischi da frane e alluvioni a cui sono esposti milioni di cittadini e, soprattutto, porre fine alla conta dei morti. A pa
ROMA Parte dalle città quella che il governo definisce «la più importante opera pubblica di cui l’Italia ha bisogno»: la messa in sicurezza del territorio per ridurre i rischi da frane e alluvioni a cui sono esposti milioni di cittadini e, soprattutto, porre fine alla conta dei morti. A pa
ROMA Parte dalle città quella che il governo definisce «la più importante opera pubblica di cui l’Italia ha bisogno»: la messa in sicurezza del territorio per ridurre i rischi da frane e alluvioni a cui sono esposti milioni di cittadini e, soprattutto, porre fine alla conta dei morti. A pa
Guala Closures group ha i conti a posto. Non chiude lo stabilimento di Torre d’Isola per la crisi ma perché vuole trasferire la produzione di tappi d’alluminio all’estero. Il presidente e amministratore delegato della multinazionale è però un italiano: Marco Giovannini, 58 anni nella foto)
Guala Closures group ha i conti a posto. Non chiude lo stabilimento di Torre d’Isola per la crisi ma perché vuole trasferire la produzione di tappi d’alluminio all’estero. Il presidente e amministratore delegato della multinazionale è però un italiano: Marco Giovannini, 58 anni nella foto)
Guala Closures group ha i conti a posto. Non chiude lo stabilimento di Torre d’Isola per la crisi ma perché vuole trasferire la produzione di tappi d’alluminio all’estero. Il presidente e amministratore delegato della multinazionale è però un italiano: Marco Giovannini, 58 anni nella foto)