il ricordopaviaNando Dalla Chiesa aveva un legame fortissimo con Virginio Rognoni che ricopriva la carica di ministro dell'Interno quando suo padre, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, venne assassinato con la moglie dalla mafia, il 3 settembre 1982. «Mi ha sempre voluto bene. - ha dichiarato ie
di Fiammetta Cupellaro wROMA Con le bombe del ’93 ci fu un ricatto della mafia? «Ricatto o addirittura pressione a scopo destabilizzante di tutto il sistema». È a pagina 40 il «cuore» della testimonianza resa dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano nel processo sulla presunta t
di Fiammetta Cupellaro wROMA Con le bombe del ’93 ci fu un ricatto della mafia? «Ricatto o addirittura pressione a scopo destabilizzante di tutto il sistema». È a pagina 40 il «cuore» della testimonianza resa dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano nel processo sulla presunta t
di Fiammetta Cupellaro wROMA Con le bombe del ’93 ci fu un ricatto della mafia? «Ricatto o addirittura pressione a scopo destabilizzante di tutto il sistema». È a pagina 40 il «cuore» della testimonianza resa dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano nel processo sulla presunta t
PALERMO Si accelerano i tempi per avere al più presto a disposizione delle parti le trascrizioni dell’audizione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sentito al Quirinale come testimone nel processo sulla trattativa Stato-mafia. È stato lo stesso capo dello Stato ad auspicar
PALERMO Si accelerano i tempi per avere al più presto a disposizione delle parti le trascrizioni dell’audizione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sentito al Quirinale come testimone nel processo sulla trattativa Stato-mafia. È stato lo stesso capo dello Stato ad auspicar
PALERMO Si accelerano i tempi per avere al più presto a disposizione delle parti le trascrizioni dell’audizione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sentito al Quirinale come testimone nel processo sulla trattativa Stato-mafia. È stato lo stesso capo dello Stato ad auspicar
È pronto l’elenco delle domande - in tutto una ventina- che la procura di Palermo sottoporrà al capo dello Stato all’udienza del processo sulla trattativa Stato-mafia che si terrà al Quirinale dalle 10 di stamane. Lo hanno messo per iscritto i quattro pm titolari dell’accusa - l’aggiunto V
È pronto l’elenco delle domande - in tutto una ventina- che la procura di Palermo sottoporrà al capo dello Stato all’udienza del processo sulla trattativa Stato-mafia che si terrà al Quirinale dalle 10 di stamane. Lo hanno messo per iscritto i quattro pm titolari dell’accusa - l’aggiunto V
È pronto l’elenco delle domande - in tutto una ventina- che la procura di Palermo sottoporrà al capo dello Stato all’udienza del processo sulla trattativa Stato-mafia che si terrà al Quirinale dalle 10 di stamane. Lo hanno messo per iscritto i quattro pm titolari dell’accusa - l’aggiunto V
ROMA La sala scelta dovrebbe essere quella del Bronzino. È lì, dove abitualmente il presidente della Repubblica incontra i capi di Stato ospiti prima dei colloqui ufficiali, che Giorgio Napolitano testimonierà al processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, davanti alla corte d’assise
PALERMO L'annuncio di una nuova aggravante per l'ex ministro dell'Interno, Nicola Mancino, ha segnato la prima udienza del processo per la trattativa Stato-mafia che si è aperto ieri mattina a Palermo nell'aula bunker di Pagliarelli. Ad anticipare la contestazione nei confronti dell’ex e
PALERMO L'annuncio di una nuova aggravante per l'ex ministro dell'Interno, Nicola Mancino, ha segnato la prima udienza del processo per la trattativa Stato-mafia che si è aperto ieri mattina a Palermo nell'aula bunker di Pagliarelli. Ad anticipare la contestazione nei confronti dell’ex e
PALERMO L'annuncio di una nuova aggravante per l'ex ministro dell'Interno, Nicola Mancino, ha segnato la prima udienza del processo per la trattativa Stato-mafia che si è aperto ieri mattina a Palermo nell'aula bunker di Pagliarelli. Ad anticipare la contestazione nei confronti dell’ex e
di Natalia Andreani wROMA Subito, appena furono fatte, e in segreto. Così andavano distrutte le intercettazioni fra il capo dello Stato e l’ex senatore Nicola Mancino. «Non spettava alla Procura di Palermo di valutare la rilevanza delle intercettazioni telefoniche del presidente della Re
di Natalia Andreani wROMA Subito, appena furono fatte, e in segreto. Così andavano distrutte le intercettazioni fra il capo dello Stato e l’ex senatore Nicola Mancino. «Non spettava alla Procura di Palermo di valutare la rilevanza delle intercettazioni telefoniche del presidente della Re