di Marianna Bruschi wPAVIA Espulso. E’ la sentenza di 29.883 elettori Cinque Stelle sui 43.368 che hanno partecipato alla votazione on line. Ma Orellana dal Senato ha anche annunciato di volersi dimettere una mezz’ora prima dello stop al voto. Una conclusione che divide i grillini pavesi.
ROMA Da una parte il popolo di Kiev che dopo la cacciata dal potere di Viktor Yanukovich, ieri ha approvato in piazza la formazione del nuovo governo destinato ad insediarsi entro stasera. Dall’altra l’ira del Cremlino, che vede minacciati i propri interessi e che dopo avere inviato i blin
TEL AVIV Benyamin Netanyahu prova a sparigliare le carte e chiede al leader palestinese Abu Mazen di «mettere fine» allo stallo nei negoziati di pace recandosi a Gerusalemme per parlare alla Knesset, il parlamento israeliano, riconoscendo così il legame fra gli ebrei e lo Stato d'Israele.
TEL AVIV Benyamin Netanyahu prova a sparigliare le carte e chiede al leader palestinese Abu Mazen di «mettere fine» allo stallo nei negoziati di pace recandosi a Gerusalemme per parlare alla Knesset, il parlamento israeliano, riconoscendo così il legame fra gli ebrei e lo Stato d'Israele.
TEL AVIV Benyamin Netanyahu prova a sparigliare le carte e chiede al leader palestinese Abu Mazen di «mettere fine» allo stallo nei negoziati di pace recandosi a Gerusalemme per parlare alla Knesset, il parlamento israeliano, riconoscendo così il legame fra gli ebrei e lo Stato d'Israele.
Siria Sì dei ribelli ai colloqui di Ginevra Le opposizioni siriane ci ripensano e annunciano che parteciperanno alla conferenza programmata a Ginevra in una data ancora da definire: un «importante e grande passo in avanti» secondo il segretario di Stato Usa John Kerry, anche se vincolato a
Siria Sì dei ribelli ai colloqui di Ginevra Le opposizioni siriane ci ripensano e annunciano che parteciperanno alla conferenza programmata a Ginevra in una data ancora da definire: un «importante e grande passo in avanti» secondo il segretario di Stato Usa John Kerry, anche se vincolato a
di Maria Rosa Tomasello wROMA Un colpo di coda inatteso del presidente americano conclude il G20 di San Pietroburgo, in cui il fronte dei Grandi si spacca davanti al rebus siriano, con la Russia ferma alla guida del fronte non interventista. Con uno scatto finale, Barack Obama esce dall’an
di Maria Rosa Tomasello wROMA Un colpo di coda inatteso del presidente americano conclude il G20 di San Pietroburgo, in cui il fronte dei Grandi si spacca davanti al rebus siriano, con la Russia ferma alla guida del fronte non interventista. Con uno scatto finale, Barack Obama esce dall’an
di Maria Rosa Tomasello wROMA Un colpo di coda inatteso del presidente americano conclude il G20 di San Pietroburgo, in cui il fronte dei Grandi si spacca davanti al rebus siriano, con la Russia ferma alla guida del fronte non interventista. Con uno scatto finale, Barack Obama esce dall’an
WASHINGTON L'attacco chimico contro la popolazione siriana, se fosse confermato come tale, sarebbe un «crimine contro l'umanità, una sfida alla comunità internazionale che avrebbe gravi conseguenze contro chi lo ha perpetrato». A due giorni dalla denuncia delle opposizioni siriane e dalle
WASHINGTON L'attacco chimico contro la popolazione siriana, se fosse confermato come tale, sarebbe un «crimine contro l'umanità, una sfida alla comunità internazionale che avrebbe gravi conseguenze contro chi lo ha perpetrato». A due giorni dalla denuncia delle opposizioni siriane e dalle
WASHINGTON L'attacco chimico contro la popolazione siriana, se fosse confermato come tale, sarebbe un «crimine contro l'umanità, una sfida alla comunità internazionale che avrebbe gravi conseguenze contro chi lo ha perpetrato». A due giorni dalla denuncia delle opposizioni siriane e dalle
GERUSALEMME La ricerca della pace coniugata ad una difesa inflessibile della sicurezza dello stato ebraico: nel centenario della nascita del leader storico del Likud Menachem Begin e all'indomani dell'annuncio della ripresa dei negoziati con i palestinesi, il premier israeliano Benyamin Ne
RAMALLAH Perdere questa occasione per la pace sarebbe «un misfatto». Il premier Enrico Letta va dritto al punto parlando a Ramallah al fianco del presidente dell’Anp Abu Mazen e spiega che ormai i tempi degli accordi di pace raggiunti a Oslo o a Washington sono lontani, «la pace va firmata
RAMALLAH Perdere questa occasione per la pace sarebbe «un misfatto». Il premier Enrico Letta va dritto al punto parlando a Ramallah al fianco del presidente dell’Anp Abu Mazen e spiega che ormai i tempi degli accordi di pace raggiunti a Oslo o a Washington sono lontani, «la pace va firmata
RAMALLAH Perdere questa occasione per la pace sarebbe «un misfatto». Il premier Enrico Letta va dritto al punto parlando a Ramallah al fianco del presidente dell’Anp Abu Mazen e spiega che ormai i tempi degli accordi di pace raggiunti a Oslo o a Washington sono lontani, «la pace va firmata
GERUSALEMME La pace è la priorità e l’Italia darà tutto il suo appoggio per ottenerla. Il premier Enrico Letta a Gerusalemme lo ripete più volte: «Le cose stanno cambiando», sono «fiducioso che i colloqui in corso tra israeliani e palestinesi possano avere risultati importanti e positivi».
GERUSALEMME La pace è la priorità e l’Italia darà tutto il suo appoggio per ottenerla. Il premier Enrico Letta a Gerusalemme lo ripete più volte: «Le cose stanno cambiando», sono «fiducioso che i colloqui in corso tra israeliani e palestinesi possano avere risultati importanti e positivi».
LONDRA La preoccupazione per le sorti di Domenico Quirico, l’inviato della Stampa di cui si sono perse le tracce in Siria ormai da un mese, diventa paura. «Il fatto che non ci sia stata nessuna reazione alla notizia» della sua scomparsa - annunciata il 29 aprile dal direttore della Stamp