Metropolis/452 - Frecciarotta. Perché il governo perde un altro treno. Con Auci, Lingiardi, Moretti, Nevi (integrale)

Video Mentre l'Italia è scossa dal femminicidio di Giulia Cecchettin, il Senato è semivuoto per la discussione sulle misure contro la violenza sulle donne. Il ministro Valditara presenta il suo piano per l'educazione alle relazioni, già bocciato dagli studenti che continuano le manifestazioni di protesta in vista del 25 novembre. È nato un movimento? Fa scandalo il ministro Lollobrigida che in ritardo su un appuntamento chiede e ottiene una stazione on demand a Ciampino a bordo di un treno Freccia Rossa. Un caso senza precedenti. Le opposizioni chiedono le sue dimissioni. Fanno bene? Putin al G20 di Berlino parla dei troppi morti nella Striscia e ammette: "La guerra in Ucraina una tragedia, bisogna pensare a come porvi fine". Lavorerà per la pace?
 
 
Oggi siamo con Alessandra Moretti, europarlamentare del Pd; Raffaele Nevi, deputato e portavoce di Forza Italia, la scrittrice e professoressa Stefania Auci e lo psicanalista Vittorio Lingiardi. In studio con Gerardo Greco: Francesca Schianchi e Valentina Petrini, autrice del Podcast "Disobbedisco", dedicato a Sibilla Barbieri, che ha scelto la dolce morte in Svizzera. Da Montecitorio: Gabriele Rizzardi. Con un videoracconto dalla presentazione del piano Valditara di Giulio Ucciero e il Buongiorno della sera di Mattia Feltri. Poi gli esteri, con  Greta Cristini e Gianluca Di Feo e Francesco Semprini, da Tel Aviv.   GUARDA TUTTE LE PUNTATE    Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video su Repubblica

Sibilla Barbieri, l'intervista esclusiva: "Perché disobbedisco". In un podcast i suoi ultimi tre mesi

Video Sibilla Barbieri ha 58 anni quando rilascia questa lunga intervista in esclusiva a Valentina Petrini. E' la fine di settembre 2023. Sibilla è una regista e sceneggiatrice, ha due figli. Dal 2013 è anche una malata oncologica. A luglio 2023 i medici le comunicano che non c’è più niente da fare e le sospendono ogni terapia. A Sibilla restano tre mesi di vita. Inizia le cure palliative. Ma quando nemmeno quelle avranno effetto sul dolore? Sibilla non vuole la sedazione profonda. Il 31 ottobre 2023 Sibilla muore, con il suicidio medicalmente assistito, in Svizzera. Al suo fianco, il figlio e l'Associazione Luca Coscioni.   Nel podcast in cinque puntate 'Disobbedisco', di Valentina Petrini, su tutte le piattaforme dal 7 novembre ogni martedì, il racconto degli ultimi tre mesi di battaglia di Sibilla, perché le venisse riconosciuto in Italia, a Roma, in casa sua, il diritto al suicidio assistito. Una battaglia personale che si fa politica, per tutti coloro che si trovano in una situazione simile alla sua.  Chi decide sui nostri corpi? A che serve e a chi serve lo Stato, la legge?   LA VIDEOLETTERA DI SIBILLA BARBIERI ALLE ISTITUZIONI: "Quando la guarderete io sarò morta. Fermate le ingiustizie"

Esclusivo, la lettera di Sibilla Barbieri alle Istituzioni: ''Quando vedrete questo video sarò morta. Mettete fine all'ingiustizia''

Video Alla fine di settembre 2023, Sibilla Barbieri ha affidato a Valentina Petrini questa video lettera rivolta alle più alte cariche dello Stato, da rendere pubblica dopo la sua morte.    Un testamento politico. Una sfida alle istituzioni che ancora latitano sul fine vita. A Roma, a Sibilla è stato negato il diritto di accedere al suicidio assistito e di morire in casa sua, tra i suoi affetti. Così lei, malata oncologica terminale, ha deciso di andare in Svizzera. "Io me lo sono potut0 permettere, avevo i soldi necessari. Ma chi non ha la possibilità, come può vedere tutelata la propria volontà?"   Sibilla Barbieri è morta con il suicidio medicalmente assistito a 58 anni, il 31 ottobre 2023, dieci anni dopo la prima diagnosi. Da luglio i medici le avevano sospeso ogni terapia.   La storia della sua battaglia, personale ma soprattutto politica, è diventata un podcast: 'Disobbedisco - Il mio ultimo viaggio per la libertà', nato dalle conversazioni quotidiane con la giornalista Valentina Petrini.

Sibilla Barbieri nell'ultimo messaggio prima del suicidio assistito: "Posso perché ho pagato, gli atri malati sono discriminati"

Video "Questa è una discriminazione gravissima tra i malati oncologici e chi si trova anche in altre condizioni non terminali - ha detto la regista Sibilla Barbieri nell'ultimo video pubblicato online prima del viaggio -. Per questo ho deciso liberamente di ottenere aiuto andando in Svizzera perché possiedo i 10mila euro necessari e posso ancora andarci fisicamente. Ma tutte le altre persone condannate a morire da una malattia che non possono perché non hanno i mezzi, perché sono sole o non hanno le informazioni, come fanno? Questa è un'altra grave discriminazione a cui lo Stato deve porre rimedio". La regista e attrice, che era anche consigliera dell'associazione, aveva deciso di intraprendere il viaggio all'estero in seguito al diniego della Asl romana cui apparteneva di usufruire dell'aiuto medico alla morte volontaria. A metà settembre, ricorda l'associazione Coscioni, la struttura sanitaria aveva comunicato la propria decisione, spiegando che la donna non possedeva i quattro requisiti previsti dalla sentenza Cappato\Dj Fabo della Corte costituzionale per poter accedere legalmente alla morte volontaria assistita. In particolare la commissione medica ha ritenuto che alla donna mancasse il requisito della dipendenza da trattamento di sostegno vitale.