Video In Argentina, Javier Milei è stato eletto il nuovo presidente. Ad agosto Milei delineava il suo piano per rivoluzionare l'organizzazione dello Stato, annunciando l'eliminazione di vari ministeri, tra cui Lavoro, Ambiente, Turismo, Cultura e il ministero delle Donne, di Genere e delle Diversità con un tocco di ironia. Dopo queste presidenziali l’Argentina si conferma il laboratorio per antonomasia della formula politica populista, in un continente che ne ha sfornate a getto continuo. E nello scontro elettorale fra il populismo più autenticamente “doc” e domestico (l’ennesima declinazione del peronismo incarnata da Sergio Massa) e quello inedito per le consuetudini nazionali – e configurabile come un prodotto di esportazione americana – ha vinto nettamente il secondo. L’istrionico e assai sopra le righe economista ultraliberista, soprannominato non per caso «El loco», impersona difatti anch’egli uno dei multiformi volti del populismo.
La sua vittoria anticipa la possibile rentrée alla Casa Bianca di Donald. Anche lui impersona uno dei multiformi volti del populismo al potere
Massimiliano Panarari
Video Come si muove, come parla, come canta, come conquista il suo pubblico l'anarco-capitalista Javier Milei, l'economista di 53 anni, outsider della politica, che si è imposto su Sergio Massa con il 56% dei voti contro il 44%. Metropolis ha costruito un the best della sua campagna elettorale.
Video "Oggi inizia la ricostruzione dell'Argentina". Lo ha dichiarato il neo eletto presidente del Paese sudamericano, Javier Milei, dopo aver avuto la meglio su Sergio Massa al ballottaggio. Nel discorso pronunciato al quartier generale della sua campagna elettorale a Buenos Aires, mentre i suoi sostenitori si riversavano nelle strade della capitale sventolando le bandiere argentine, Milei ha affermato che "non c'è spazio per mezze misure", sottolineando che "abbiamo problemi enormi davanti a noi: inflazione, disoccupazione e povertà". "Il modello di decadenza è arrivato al termine, non si può tornare indietro", ha proseguito il neo eletto presidente che ha ottenuto il 56% dei voti, il margine di vittoria più ampio in una corsa presidenziale da quando il Paese sudamericano è tornato alla democrazia nel 1983.
Il candidato ultraliberista ha sconfitto Massa senza avere un vero partito alle spalle. Ora promette una rivoluzione
Emiliano Guanella
La polarizzazione politica è palpabile nelle strade, tappezzate con le facce dei due candidati che si affrontano
Federico Larsen
Video BUENOS AIRES - Nel pieno del silenzio elettorale in Argentina in vista del ballottaggio di domani, lo scontro politico si è spostato ieri sera al Teatro Colón di Buenos Aires dove il candidato ultraliberista, Javier Milei, è stato aspramente contestato da pubblico e musicisti. Il leader della formazione di destra La Libertà Avanza (Lla) si è recato venerdì sera (ora locale) ad assistere alla funzione di Madame Butterfly di Puccini e al momento di prendere posto nel palco riservato è stato accolto dagli applausi di una parte del pubblico e dai fischi di un'altra. Nei numerosi video che circolano sui social si ascolta poi levarsi il grido del "Nunca Mas" (Mai Più) - l'emblematica frase che dà il nome al rapporto sui crimini di lesa umanità della dittatura militare - e poi il pubblico che intona il coro "Milei, basura, sos la dictadura" (Milei, spazzatura, sei la dittatura). Nel caos generale dalla fossa dei musicisti si sente intonare la marcia del peronismo, la corrente politica del rivale di Milei, l'attuale ministro dell'Economia Sergio Massa.
dalla nostra inviata Laura Lucchini
Il candidato ultraliberista si ispira a Trump e Bolsonaro: potrebbe farcela al primo turno
EMILIANO GUANELLA
Video Un carcere di massima sicurezza intitolato alla ex presidente Cristina Fernandez de Kirchner dove rinchiudere narcos, assassini e politici corrotti. Questa la provocatoria proposta della candidata alla presidenza della coalizione di centrodestra "Juntos por el Cambio" (JxC), Patricia Bullrich, presentata questo fine settimana sui social con un messaggio video. "Una delle prime iniziative come presidente sarà costruire un carcere di massima sicurezza che sarà la destinazione finale di narcos, corrotti e assassini che oggi godono di impunità e protezione dei politici kirchneristi", afferma Bullrich. Nel video scorrono le immagini del plastico di un penitenziario pensato sul modello di quello fatto costruire dal presidente di El Salvador, Nayib Bukele, per rinchiudere migliaia di presunti appartenenti alle famigerate 'maras', le bande criminali che infestavano il Paese centroamericano. Il video si conclude mostrando una targa che indica il nome che verrebbe dato al carcere: "Unità penitenziaria Dott.ssa Cristina Fernandez de Kirchner". L'aggressiva proposta di Bullrich infuoca la campagna elettorale a meno di un mese dal primo turno delle presidenziali mentre i sondaggi la collocano al terzo posto e fuori da un eventuale ballottaggio tra il candidato dell'ultradestra, Javier Milei, e quello del peronismo, Sergio Massa.
Mentre il presidente Fernández ringrazia Lula per l’invito, nel Paese continuano i saccheggi e l’opposizione rifiuta Russia e Cina
Emiliano Guanella
Populismo, odio per la casta, liberismo e anarco-capitalismo: il candidato underdog rovescia tutte le previsioni
Emiliano Guanella