di Maurizio Di Giangiacomo wINVIATO A SUTRIO (Udine) Il conquistatore della Val Martello e del Monte Grappa risparmia lo Zoncolan. La guerra, del resto, era già vinta. Con il Giro già in tasca, Nairo Quintana ha lasciato andare la fuga e si è limitato a controllare. Sul Kaiser, così, ha tr
E quello che ancora non ha detto la cronoscalata di ieri, lo sancirà il giudice ultimo di questo Giro d’Italia, lo Zoncolan, affrontato dal versante di Ovaro: 10,5 km durissimi, i sei centrali con la pendenza che non scende mai sotto il 13% e punte del 20%, e un autentico stadio in delirio
bassano-cima grappa (26,8 km) Cronoscalata decisiva Questo è un appuntamento davvero importante: quella del Monte Grappa è una cronoscalata che lascerà il segno. Frazione per scalatori, ma anche no, perché la salita è preceduta da 7 km piatti: qui bisogna davvero saper dare del tu al crono
di Maurizio Di Giangiacomo wINVIATO A MILANO Due cronometro, una cronosquadre, otto tappe (diciamo) pianeggianti, cinque frazioni di media montagna e cinque veri e proprio tapponi. Descritto così, il Giro d’Italia 2014 sembrerebbe davvero la corsa a tappe “equilibrata”, «più umana» che il
di Maurizio Di Giangiacomo wINVIATO A MILANO Due cronometro, una cronosquadre, otto tappe (diciamo) pianeggianti, cinque frazioni di media montagna e cinque veri e proprio tapponi. Descritto così, il Giro d’Italia 2014 sembrerebbe davvero la corsa a tappe “equilibrata”, «più umana» che il
di Maurizio Di Giangiacomo wINVIATO A MILANO Due cronometro, una cronosquadre, otto tappe (diciamo) pianeggianti, cinque frazioni di media montagna e cinque veri e proprio tapponi. Descritto così, il Giro d’Italia 2014 sembrerebbe davvero la corsa a tappe “equilibrata”, «più umana» che il