Processo per la Biolevano tutti assolti i 14 imputati
Definitivi i proscioglimenti, la procura generale rinuncia alla Cassazione L’indagine era partita nel 2021 contestando presunte irregolarità ambientali
Sandro BarberisDefinitivi i proscioglimenti, la procura generale rinuncia alla Cassazione L’indagine era partita nel 2021 contestando presunte irregolarità ambientali
Sandro BarberisLa decisione lunedì pomeriggio, per la giudice non ci sono i presupposti per un processo. Le difese: «La verità è emersa»
Maria FioreA fine gennaio il giudice dovrebbe decidere sul caso della centrale a biomasse. Nell’elenco degli imputati figura anche la società che gestiva l’impianto
Maria FioreMaria Fiore / OLEVANOLe accuse restano in piedi ma gli indagati nell'inchiesta sulla presunta maxi frode della centrale Biolevano sono tornati in libertà. Il Riesame di Milano ha annullato le ordinanze di custodia per 11 persone (sei agli arresti domiciliari e cinque sottoposte all'obbligo di firma)
Maria Fiore / OLEVANOSecondo la procura hanno avuto un ruolo nella maxi frode alla centrale, ma ieri davanti al giudice hanno dato la loro versione. Negando le accuse a loro carico ma smentendo anche di essere a conoscenza del presunto sistema truffaldino che ruotava attorno alla Biolevano. Si sono
Maria Fiore / OlevanoLa centrale a biomassa Biolevano continua a restare operativa attraverso un custode, nominato dopo il sequestro disposto dalla procura. Ma questo potrebbe non bastare a garantire la sopravvivenza dell'impianto (costato 125 milioni di euro) e dei suoi attuali dipendenti. A rischi
Maria Fiore / OLEVANOUna centrale a biomassa progettata e costruita da subito con l'idea di fare incetta di contributi pubblici. Il sospetto, che i magistrati pavesi scrivono a chiare lettere nelle carte dell'accusa, si basa su una premessa: chi ha realizzato l'impianto a biomassa Biolevano sapeva g
castello d'agognaIl sospetto degli inquirenti è che la Biolevano sia nata solo per accaparrarsi gli incentivi pubblici. E che dietro a questa idea ci sia il nome di Pietro Franco Tali, 71 anni, di Milano, indicato nell'ordinanza del gip Fabio Lambertucci come il «deus ex machina» di tutta l'operazio
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