«Una moschea a Pavia grazie al Qatar»

di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Due minareti sottili, la luce che filtra da una fessura e illumina la notte, accanto alla cupola candida della moschea. Il sogno della comunità islamica è già un progetto sulla carta che il portavoce Mohamed Gamal ha sfogliato ieri mattina, in Curia, davant

«Una moschea a Pavia grazie al Qatar»

di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Due minareti sottili, la luce che filtra da una fessura e illumina la notte, accanto alla cupola candida della moschea. Il sogno della comunità islamica è già un progetto sulla carta che il portavoce Mohamed Gamal ha sfogliato ieri mattina, in Curia, davant

«Una moschea a Pavia grazie al Qatar»

di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Due minareti sottili, la luce che filtra da una fessura e illumina la notte, accanto alla cupola candida della moschea. Il sogno della comunità islamica è già un progetto sulla carta che il portavoce Mohamed Gamal ha sfogliato ieri mattina, in Curia, davant

«Interventi urgenti agli alloggi»

di Marco Quaglini wPAVIA «Siamo a conoscenza del problema da tempo: abbiamo in programma diversi interventi». I tecnici comunali, insieme all’assessore Laura Canale, hanno iniziato i sopralluoghi nelle tre palazzine di proprietà dell’amministrazione in via San Giovannino al civico 37 e 39.

«Interventi urgenti agli alloggi»

di Marco Quaglini wPAVIA «Siamo a conoscenza del problema da tempo: abbiamo in programma diversi interventi». I tecnici comunali, insieme all’assessore Laura Canale, hanno iniziato i sopralluoghi nelle tre palazzine di proprietà dell’amministrazione in via San Giovannino al civico 37 e 39.

«Interventi urgenti agli alloggi»

di Marco Quaglini wPAVIA «Siamo a conoscenza del problema da tempo: abbiamo in programma diversi interventi». I tecnici comunali, insieme all’assessore Laura Canale, hanno iniziato i sopralluoghi nelle tre palazzine di proprietà dell’amministrazione in via San Giovannino al civico 37 e 39.

Otto anni al rapinatore del bar Lanterna

di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA A incastrarlo erano state le tracce di Dna trovate sulle bottigliette e sulle lattine all’interno del bar in cui, prima del colpo, i rapinatori avevano bevuto fingendosi normali clienti. Nessun dubbio per il giudice Carlo Pasta che ieri mattina, su richiest