La soluzione alla crisi in Niger passa dall'Africa, anzi dai Paesi del Sahel. Mentre gli occidentali fuggono a bordo dei voli speciali e i governi europei continuano a condannare più o meno genericamente l'attacco alla democrazia da parte dei golpisti, preoccupati in primis di portare in salvo i pro
Video I soldati del Niger hanno annunciato alla televisione nazionale di aver compiuto un colpo di Stato. Il Presidente Mohamed Bazoum è trattenuto dalle truppe della Guardia presidenziale dalle prime ore di mercoledì. Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha comunicato il "sostegno incondizionato" di Washington in una telefonata a Bazoum. Anche il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha dichiarato di aver parlato con il presidente e di avergli offerto il pieno sostegno dell'ONU. Un portavoce del Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria (CLSP), che riunisce i golpisti, ha letto alla televisione nigerine un comunicato firmato dal capo di stato maggiore, il generale Salifou Mody, in cui affermavano di aver preso la decisione per contrastare la situazione di degrado nella sicurezza del paese, ribadendo di voler rispettare gli impegni internazionali sottoscritti dal Niger.