Strage di Capaci 31 anni dopo, Mattarella: “La mafia è un cancro non invincibile”. Maria Falcone: “L'arresto di Messina Denaro ha chiuso un cerchio”
Il messaggio del Capo dello Stato in occasione dell’anniversario della strage
Il messaggio del Capo dello Stato in occasione dell’anniversario della strage
PALERMO «Ho sofferto in silenzio. Erano accuse che non reggevano». Ora che il caso è chiuso Renato Schifani, ex presidente del Senato, spezza il riserbo per dire di avere vissuto con disagio la condizione di un uomo pubblico «sfiorato, seppure ingiustamente, da gravi ombre di illegalità».
PALERMO «Ho sofferto in silenzio. Erano accuse che non reggevano». Ora che il caso è chiuso Renato Schifani, ex presidente del Senato, spezza il riserbo per dire di avere vissuto con disagio la condizione di un uomo pubblico «sfiorato, seppure ingiustamente, da gravi ombre di illegalità».
PALERMO «Ho sofferto in silenzio. Erano accuse che non reggevano». Ora che il caso è chiuso Renato Schifani, ex presidente del Senato, spezza il riserbo per dire di avere vissuto con disagio la condizione di un uomo pubblico «sfiorato, seppure ingiustamente, da gravi ombre di illegalità».
di Natalia Andreani wROMA Raffica di richieste di rinvio a giudizio per undici fra boss, politici e funzionari dello Stato fra cui gli ex ministri Nicola Mancino e Calogero Mannino e il senatore Marcello Dell’Utri. Si è conclusa così la requisitoria della procura di Palermo nell’udienza
di Natalia Andreani wROMA Raffica di richieste di rinvio a giudizio per undici fra boss, politici e funzionari dello Stato fra cui gli ex ministri Nicola Mancino e Calogero Mannino e il senatore Marcello Dell’Utri. Si è conclusa così la requisitoria della procura di Palermo nell’udienza
di Natalia Andreani wROMA Raffica di richieste di rinvio a giudizio per undici fra boss, politici e funzionari dello Stato fra cui gli ex ministri Nicola Mancino e Calogero Mannino e il senatore Marcello Dell’Utri. Si è conclusa così la requisitoria della procura di Palermo nell’udienza
ROMA Bernardo Provenzano non sarà processato insieme agli altri 11 imputati del procedimento sulla trattativa Stato-mafia. Lo ha deciso il gup di Palermo Piergiorgio Morosini che ha stralciato la posizione del capomafia dopo gli accertamenti dei periti sulle condizioni mentali del boss.
ROMA Bernardo Provenzano non sarà processato insieme agli altri 11 imputati del procedimento sulla trattativa Stato-mafia. Lo ha deciso il gup di Palermo Piergiorgio Morosini che ha stralciato la posizione del capomafia dopo gli accertamenti dei periti sulle condizioni mentali del boss.
ROMA Bernardo Provenzano non sarà processato insieme agli altri 11 imputati del procedimento sulla trattativa Stato-mafia. Lo ha deciso il gup di Palermo Piergiorgio Morosini che ha stralciato la posizione del capomafia dopo gli accertamenti dei periti sulle condizioni mentali del boss.
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