Carlo Verdone, le sue foto in mostra all'Auditorium: "Attimi di relax lontano dal rumore"

Video Si è aperta all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone la mostra fotografica di Carlo Verdone Il colore del silenzio, realizzata in collaborazione con la Fondazione Elisabetta Sgarbi e la Milanesiana. La mostra è un viaggio attraverso le immagini scattate nel corso degli anni dal regista, che ritraggono nuvole, albe e tramonti, fotografie che egli definisce “preghiere senza parole”. "Finalmente riesco a farla vedere ai romani", racconta Verdone. "È la voglia del silenzio come reazione alla 'caciara' del set. Io vivo nel rumore, qua sono solo, sono attimi di grande rilassamento. Amo la potenza e la dolcezza della natura". "Chi si fosse illuso di vedere “solo” paesaggi", ha spiegato Elisabetta Sgarbi, "potrà meravigliarsi del fatto che Carlo Verdone sta raccontando i suoi stati d’animo più reconditi, illustrandoli non con le parole ma con le forme accidentali, ondivaghe, cangianti della natura. A me pare che stia componendo una sua autobiografia musicale in immagini". "Questa mostra è un esempio perfetto di come l’arte possa creare connessioni profonde, stimolare la curiosità e, al tempo stesso, valorizzare il talento straordinario di un artista come Verdone", ha detto l'ad della Fondazione, Raffaele Ranucci. L’ispirazione che guida il regista proviene sia dall’arte pittorica, dalle opere del futurista e divisionista Luigi Russolo fino ai maestri come Tiepolo, Monet, Turner e Constable, che lo spingono a puntare l’obiettivo verso l’alto, sia dalla musica, in particolare dalle composizioni strumentali elettroniche di Brian Eno, Philip Glass, David Sylvian e Robert Fripp. Suoni che lo riportano alla contemplazione e al silenzioso stupore del cielo.  La mostra è aperta dal lunedì al venerdì dalle 17.00 alle 21.00. Il sabato, la domenica e i festivi dalle 11.00 alle 21.00. Il 24 e 31 dicembre dalle 12.00 alle 16.00.

Danza, la magia di Millepied al festival "Equilibrio". Eleonora Abbagnato: "Un talento geniale"

Video "Un talento geniale": così Eleonora Abbagnato definisce Benjamin Millepied, autore delle due coreografie che hanno inaugurato Equilibrio, il festival di danza contemporanea dell'Auditorium Parco della Musica di Roma. "Closer e On the other side sono due pezzi magici del repertorio di Millepied, scritti qualche anno fa, ma molto moderni e resi ancora più speciali dalle musiche di Philip Glass suonate dal vivo", dice la direttrice del Corpo di ballo del teatro dell'Opera di Roma. "In Closer ci sono alcune parti cariche di energia, mentre il finale è molto tenero", spiega il coreografo del film Il cigno nero. "Mentre On the other side che vedrete qui a Roma è la versione rivisitata per la mia compagnia". Per i danzatori del Teatro dell'Opera è la prima volta all'Auditorium.    Gli spettacoli di Equilibrio, giunto quest'anno alla diciottesima edizione, andranno avanti fino al 24 febbraio con altri grandi nomi della scena europea come Wayne Mcgregor, Anne van den Broek, Marcos Morau, il Leone d'oro alla carriera Meg Stuart, oltre ad alcune delle più eclettiche firme della coreografia nazionale: Sofia Nappi, Damiano Bigi, Camilla Monga, Piergiorgio Milano e Irene Russolillo. "Il festival Equilibrio si conferma importante", ha dichiarato l'ad della Fondazione Musica per Roma, Daniele Pittèri, "perché la danza è, tra tutte le discipline, quella che maggiormente si mantiene sul confine tra i vari linguaggi espressivi.

L’ULTIMO GIRO DI FELIPE PAPERINO MASSA

di STEFANO TAMBURINI Non sarà facile staccare il volante, poggiare le braccia sui bordi dell’abitacolo, spingere e tirarsi su pensando che è l’ultima volta, che sta per finire quell’essere un po’ speciali come si può esserlo solo guidando una Ferrari. Felipe Massa, brasiliano con nonni pug