L’ex ambasciatore nel Regno Unito: «Quella del Sudafrica è una mossa politica. Chi sostiene la causa palestinese usa le organizzazioni internazionali per indebolirci»
Nello Del Gatto
Video Nella capitale sudanese Khartoum si sono registrati questa mattina spari prolungati, legati alle forti tensioni tra l'esercito e i paramilitari delle Forze di supporto rapido. Queste ultime hanno accusato l'esercito di aver attaccato le loro basi a sud di Khartoum con armi leggere e pesanti.
La rivalità tra esercito e Fsr risale al governo del presidente Omar al-Bashir, spodestato nel 2019. Sotto l'ex presidente, la forza paramilitare guidata dal potente generale Mohammed Hamdan Dagalo si è sviluppata notevolmente.
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Al termine della giornata il bilancio degli scontri è di almeno 25 morti e 183 feriti. Appello della Farnesina: «i nostri connazionali non lascino le proprie abitazioni». Spari vicino all’ambasciata italiana. L’Onu: «Stop ai combattimenti»
A CURA DELLA REDAZIONE
Monica PerosinoIl presidente della Federazione russa è entrato in un club esclusivo, frequentato dai peggiori esempi criminali della Storia contemporanea. Il suo nome è stato iscritto per sempre accanto a quello del signore della guerra congolese Thomas Lubanga Dyilo, che amava trasformare i bambini
Libia, Sudan, Mali, Repubblica Centrafricana, Mozambico. Il report Onu e le carte Usa sui crimini commessi dalla banda Prigozhin
Jacopo iacoboni
ROMA. La decisione è arrivata ieri, contro tutte le previsioni e i proclami della prima ora: l'ultratrentennale autocrate del Sudan deposto con il golpe dell'11 aprile 2019, Omar al-Bashir, sarà estradato per essere consegnato alla Corte penale internazionale dell'Aja, dove dovrà rispondere alle acc