ROMA Il calvario di Stefano Cucchi comincia il 15 ottobre del 2009: viene fermato dai carabinieri mentre viene visto cedere droga in cambio di denaro. Nella stazione Appio Claudio viene trovato in possesso di droga. Da qui viene portato, per mancanza di posti, nella caserma di Tor Sapienza
ROMA Il calvario di Stefano Cucchi comincia il 15 ottobre del 2009: viene fermato dai carabinieri mentre viene visto cedere droga in cambio di denaro. Nella stazione Appio Claudio viene trovato in possesso di droga. Da qui viene portato, per mancanza di posti, nella caserma di Tor Sapienza
ROMA Il calvario di Stefano Cucchi comincia il 15 ottobre del 2009: viene fermato dai carabinieri mentre viene visto cedere droga in cambio di denaro. Nella stazione Appio Claudio viene trovato in possesso di droga. Da qui viene portato, per mancanza di posti, nella caserma di Tor Sapienza
di Natalia Andreani wROMA «Me l’hanno ammazzato un’altra volta». Ha gli occhi gonfi e i nervi a pezzi la madre di Stefano Cucchi mentre i giornalisti le fanno capannello attorno e il pubblico schierato in fondo all’aula bunker di Rebibbia grida la propria rabbia: «Assassini, assassini»,
di Natalia Andreani wROMA «Me l’hanno ammazzato un’altra volta». Ha gli occhi gonfi e i nervi a pezzi la madre di Stefano Cucchi mentre i giornalisti le fanno capannello attorno e il pubblico schierato in fondo all’aula bunker di Rebibbia grida la propria rabbia: «Assassini, assassini»,
ROMA Stefano Cucchi morì perché non interessava a nessuno. Fu prima «picchiato dalla polizia penitenziaria perché chiedeva, anzi pretendeva con l’arroganza che gli era propria, qualcosa per alleviare l’astinenza». Quindi, secondo la procura di Roma, per nascondere quanto era avvenuto nel
ROMA Stefano Cucchi morì perché non interessava a nessuno. Fu prima «picchiato dalla polizia penitenziaria perché chiedeva, anzi pretendeva con l’arroganza che gli era propria, qualcosa per alleviare l’astinenza». Quindi, secondo la procura di Roma, per nascondere quanto era avvenuto nel