ROMA Un boato e la forte esplosione che ha mandato in frantumi i vetri delle finestre, le pareti interne e divelto la serranda. Attentato incendiario l’altra notte a Roma, intorno alle 3, nell’ufficio politico di Mirko Coratti, consigliere comunale ed ex presidente dell’Assemblea capitolin
di Annalisa D’Aprile wROMA Non volevano prendersi solo Roma, ma tutto, pure la Regione. Il giorno dopo l’esplosione della maxi inchiesta Mafia Capitale, che ha portato a 37 arresti e 100 indagati (tra cui l’ex sindaco Alemanno e alcuni esponenti del Pd), e che ha provocato un terremoto pol
di Annalisa D’Aprile wROMA Non volevano prendersi solo Roma, ma tutto, pure la Regione. Il giorno dopo l’esplosione della maxi inchiesta Mafia Capitale, che ha portato a 37 arresti e 100 indagati (tra cui l’ex sindaco Alemanno e alcuni esponenti del Pd), e che ha provocato un terremoto pol
di Annalisa D’Aprile wROMA Non volevano prendersi solo Roma, ma tutto, pure la Regione. Il giorno dopo l’esplosione della maxi inchiesta Mafia Capitale, che ha portato a 37 arresti e 100 indagati (tra cui l’ex sindaco Alemanno e alcuni esponenti del Pd), e che ha provocato un terremoto pol
di VITTORIO EMILIANI Questo abbattutosi sulla Capitale non è un temporale, bensì un autentico tsunami dalle proporzioni anche politiche ad oggi imprevedibili. Giorni fa il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, l’aveva anticipato avvertendo che la malavita ora usa soprattutto l’arma
di VITTORIO EMILIANI Questo abbattutosi sulla Capitale non è un temporale, bensì un autentico tsunami dalle proporzioni anche politiche ad oggi imprevedibili. Giorni fa il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, l’aveva anticipato avvertendo che la malavita ora usa soprattutto l’arma
di VITTORIO EMILIANI Questo abbattutosi sulla Capitale non è un temporale, bensì un autentico tsunami dalle proporzioni anche politiche ad oggi imprevedibili. Giorni fa il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, l’aveva anticipato avvertendo che la malavita ora usa soprattutto l’arma
ROMA Una fabbrica parallela di biglietti contraffatti destinati alla creazione di fondi neri per finanziare la politica sulla base di un patto bi-partisan. Il meccanismo fraudolento si sarebbe sviluppato 13 anni fa all’interno dell’Atac, l’azienda di trasporto pubblico di Roma, un colosso
ROMA Una fabbrica parallela di biglietti contraffatti destinati alla creazione di fondi neri per finanziare la politica sulla base di un patto bi-partisan. Il meccanismo fraudolento si sarebbe sviluppato 13 anni fa all’interno dell’Atac, l’azienda di trasporto pubblico di Roma, un colosso