«Sette mesi vissuti alla grande: ha ridato alla Chiesa vigore, forza, credibilità». «No, sette mesi vissuti pericolosamente, per cui è bene che si dia una calmata». Al di là dei differenti punti di vista che su papa Francesco si colgono, qua e là, in Vaticano, sono i 7 mesi del giovane pon
PALERMO Il generale dei carabinieri Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu non furono uomini infedeli dello Stato, non siglarono un patto scellerato con la mafia. E non favorirono Cosa nostra e la latitanza del suo padrino, Bernardo Provenzano. La quarta sezione del tribunale di Palermo pr
PALERMO Il generale dei carabinieri Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu non furono uomini infedeli dello Stato, non siglarono un patto scellerato con la mafia. E non favorirono Cosa nostra e la latitanza del suo padrino, Bernardo Provenzano. La quarta sezione del tribunale di Palermo pr
PALERMO Il generale dei carabinieri Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu non furono uomini infedeli dello Stato, non siglarono un patto scellerato con la mafia. E non favorirono Cosa nostra e la latitanza del suo padrino, Bernardo Provenzano. La quarta sezione del tribunale di Palermo pr
PALERMO Li definisce «servitori infedeli dello Stato», li accusa di avere tradito la fedeltà giurata alla Costituzione, alle leggi e all’Arma dei carabinieri: premesse che non possono che portare a una richiesta di pena pesante. Così, al termine di una requisitoria durata quattro udienze
PALERMO Li definisce «servitori infedeli dello Stato», li accusa di avere tradito la fedeltà giurata alla Costituzione, alle leggi e all’Arma dei carabinieri: premesse che non possono che portare a una richiesta di pena pesante. Così, al termine di una requisitoria durata quattro udienze
PALERMO Li definisce «servitori infedeli dello Stato», li accusa di avere tradito la fedeltà giurata alla Costituzione, alle leggi e all’Arma dei carabinieri: premesse che non possono che portare a una richiesta di pena pesante. Così, al termine di una requisitoria durata quattro udienze
L'ex capo del Ros Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu, imputati di favoreggiamento aggravato in relazione alla mancata cattura del boss Bernardo Provenzano nei primi anni Novanta, non avrebbero agito perché «collusi» o «per paura», ma perché «in un determinato e delicato frangente sto
L'ex capo del Ros Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu, imputati di favoreggiamento aggravato in relazione alla mancata cattura del boss Bernardo Provenzano nei primi anni Novanta, non avrebbero agito perché «collusi» o «per paura», ma perché «in un determinato e delicato frangente sto