ROMA «Inshallah! Così ha voluto Allah». Per le 366 vittime del naufragio del 3 ottobre scorso al largo di Lampedusa, avvolte dalle fiamme dei teli usati per invocare i soccorsi e inghiottiti dal mare, fu questo l’unico commento dei trafficanti. Nessuna parola di pietà. La conversazione fa
ROMA «Inshallah! Così ha voluto Allah». Per le 366 vittime del naufragio del 3 ottobre scorso al largo di Lampedusa, avvolte dalle fiamme dei teli usati per invocare i soccorsi e inghiottiti dal mare, fu questo l’unico commento dei trafficanti. Nessuna parola di pietà. La conversazione fa
ROMA «Inshallah! Così ha voluto Allah». Per le 366 vittime del naufragio del 3 ottobre scorso al largo di Lampedusa, avvolte dalle fiamme dei teli usati per invocare i soccorsi e inghiottiti dal mare, fu questo l’unico commento dei trafficanti. Nessuna parola di pietà. La conversazione fa
ROMA Il cadavere di Rosy lo trova il padre, in un lago di sangue, mentre accanto al corpo senza più vita della ragazza piange il suo bambino di due anni. «Mia figlia è morta, ed è un delitto annunciato: si sapeva che finiva così. Lo sapevano tutti: l’assistente sociale, la polizia, da due
ROMA Il cadavere di Rosy lo trova il padre, in un lago di sangue, mentre accanto al corpo senza più vita della ragazza piange il suo bambino di due anni. «Mia figlia è morta, ed è un delitto annunciato: si sapeva che finiva così. Lo sapevano tutti: l’assistente sociale, la polizia, da due