ROMA «Quando ci sono manifestazioni come questa c’è da ascoltare, è una piazza importante che dice no ad alcune proposte del governo, ci confronteremo e poi andremo avanti perché una piazza non può bloccare il Paese». Matteo Renzi in serata cerca di colmare il distacco quasi plastico che p
FIRENZE A Roma c’è la piazza in procinto di protestare, quella della Cgil. Il garage Leopolda «è un’altra cosa. Da qui arrivano le proposte. Io non mollo e non mi impressiono, è finito il tempo in cui una manifestazione poteva bloccare il Paese». Matteo Renzi non è più il giovane rottamato
FIRENZE A Roma c’è la piazza in procinto di protestare, quella della Cgil. Il garage Leopolda «è un’altra cosa. Da qui arrivano le proposte. Io non mollo e non mi impressiono, è finito il tempo in cui una manifestazione poteva bloccare il Paese». Matteo Renzi non è più il giovane rottamato
FIRENZE A Roma c’è la piazza in procinto di protestare, quella della Cgil. Il garage Leopolda «è un’altra cosa. Da qui arrivano le proposte. Io non mollo e non mi impressiono, è finito il tempo in cui una manifestazione poteva bloccare il Paese». Matteo Renzi non è più il giovane rottamato
di Gabriella Cerami wROMA Guai a chiamarla “di governo” o “di partito”, o peggio ancora “di corrente”. La Leopolda 5, che inizia questa sera nella vecchia stazione di Firenze, vuole essere la “Leopolda dei fatti”. «Per alcuni è un ritorno a casa, non è che adesso che siamo ministri – dice
di Maria Berlinguer wROMA Altro che patto del Nazareno in bilico, «carta straccia», come l’ha liquidato Giovanni Toti. L’asse tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi è più solido che mai e anzi si allarga anche alle unioni gay e alla legge sulla cittadinanza ai figli degli immigrati. Ma sullo
di Gabriella Cerami wROMA Guai a chiamarla “di governo” o “di partito”, o peggio ancora “di corrente”. La Leopolda 5, che inizia questa sera nella vecchia stazione di Firenze, vuole essere la “Leopolda dei fatti”. «Per alcuni è un ritorno a casa, non è che adesso che siamo ministri – dice
di Maria Berlinguer wROMA Altro che patto del Nazareno in bilico, «carta straccia», come l’ha liquidato Giovanni Toti. L’asse tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi è più solido che mai e anzi si allarga anche alle unioni gay e alla legge sulla cittadinanza ai figli degli immigrati. Ma sullo
di Maria Berlinguer wROMA Altro che patto del Nazareno in bilico, «carta straccia», come l’ha liquidato Giovanni Toti. L’asse tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi è più solido che mai e anzi si allarga anche alle unioni gay e alla legge sulla cittadinanza ai figli degli immigrati. Ma sullo
di Gabriella Cerami wROMA Guai a chiamarla “di governo” o “di partito”, o peggio ancora “di corrente”. La Leopolda 5, che inizia questa sera nella vecchia stazione di Firenze, vuole essere la “Leopolda dei fatti”. «Per alcuni è un ritorno a casa, non è che adesso che siamo ministri – dice
di Maria Berlinguer wROMA Matteo Renzi spinge sull’acceleratore per arrivare ad approvare la riforma elettorale entro fine anno ma Silvio Berlusconi prova a stopparlo. Davanti ai senatori di Forza Italia riuniti anche per smentire le voci che da tempo si rincorrono su un suo possibile addi
di Maria Berlinguer wROMA Matteo Renzi spinge sull’acceleratore per arrivare ad approvare la riforma elettorale entro fine anno ma Silvio Berlusconi prova a stopparlo. Davanti ai senatori di Forza Italia riuniti anche per smentire le voci che da tempo si rincorrono su un suo possibile addi
ROMA Il Governo si prepara ad affrontare un nuovo voto di fiducia, oggi, nell’incandescente Aula di Palazzo Madama. Questa volta è sul dl di riforma del processo civile che l’esecutivo chiede la fiducia dell’Aula, non prima di aver presentato un maxi-emendamento che recepisce le modifiche
di Maria Berlinguer wROMA Matteo Renzi spinge sull’acceleratore per arrivare ad approvare la riforma elettorale entro fine anno ma Silvio Berlusconi prova a stopparlo. Davanti ai senatori di Forza Italia riuniti anche per smentire le voci che da tempo si rincorrono su un suo possibile addi
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di Maria Berlinguer wROMA Il Consiglio dei ministri autorizza il ministro Maria Elena Boschi a porre la questione di fiducia sullo jobs act. La notizia arriva in serata e mette fine all’ennesima guerra interna al Pd scoppiata sulla riforma del lavoro targata Renzi. Che poi chiarisce: «Ora
di Maria Berlinguer wROMA Il Consiglio dei ministri autorizza il ministro Maria Elena Boschi a porre la questione di fiducia sullo jobs act. La notizia arriva in serata e mette fine all’ennesima guerra interna al Pd scoppiata sulla riforma del lavoro targata Renzi. Che poi chiarisce: «Ora
di Maria Berlinguer wROMA Il Consiglio dei ministri autorizza il ministro Maria Elena Boschi a porre la questione di fiducia sullo jobs act. La notizia arriva in serata e mette fine all’ennesima guerra interna al Pd scoppiata sulla riforma del lavoro targata Renzi. Che poi chiarisce: «Ora
di Gabriele Rizzardi wROMA «Nel voto finale sul jobs act certamente non mancherà la lealtà verso il partito e il governo. Non ho bisogno di farmi spiegare cosa è una ditta dai neofiti...». Nel giorno in cui la riforma del lavoro approda al Senato e la Conferenza dei capigruppo decide che l