L’Iran è una bomba a orologeria. Serve una perestroika come nell’Urss
Il crollo del regime può portare forti scosse: per evitarle transizione soft tra teocrazia moribonda e libertà
BERNARD GUETTAIl crollo del regime può portare forti scosse: per evitarle transizione soft tra teocrazia moribonda e libertà
BERNARD GUETTAUn sisma di magnitudo 2,5 ha scosso l’area intorno all’impianto nucleare sotterraneo di Fordow poco dopo una serie di esplosioni attribuite a un attacco israeliano. Fordow, sepolto a 80-100 metri sotto una montagna vicino alla città religiosa di Qom, simbolo del programma nucleare iraniano, resta un obiettivo strategico di difficile accesso. Ecco cosa nasconde
L'esercito israeliano: «La loro eliminazione costituisce un danno significativo alla capacità del regime iraniano di ottenere armi di distruzione di massa»
La tornata elettorale presidenziale iraniana di venerdì scorso ha fatto segnare il dato più basso di affluenza nella storia repubblicana del paese islamico. Solo il 39,9%
Nello Del GattoMasoud Pezeshkian ha buone chance di raccogliere il voto dei molti giovani che protestano da anni nel paese
nello del gattoLe donne senza velo autorizzate a votare sono il segno di un malcontento interno generale
LUCIA ANNUNZIATAL’artista iraniana esule a New York: «Nel 2009 il popolo sperava ancora nelle riforme ora spazzerà via tutto, perché sogna un Paese dove politica e religione siano separate»
FIAMMA ARDITINEW YORKBretelle rosse, accento di Brooklyn, e un salotto tv dove per decenni sono passati presidenti e aspiranti tali, celebrità, persone comuni e una donna nel braccio della morte. Larry King, il "re delle interviste" che improvvisava perché «meno ne sapeva, meglio venivano», è morto a 87 anni in
L’Iran ha votato, e in massa. Le lunghe code ai seggi, la cui apertura è stata prorogata di quattro ore fino alle 22 di ieri (ora locale) ha acceso la speranza riformista a distanza di quattro anni da quel 2009 che vide la repressione della dissidenza ad opera di Ali Khamenei e Mahmoud Ahm
L’Iran ha votato, e in massa. Le lunghe code ai seggi, la cui apertura è stata prorogata di quattro ore fino alle 22 di ieri (ora locale) ha acceso la speranza riformista a distanza di quattro anni da quel 2009 che vide la repressione della dissidenza ad opera di Ali Khamenei e Mahmoud Ahm
L’Iran ha votato, e in massa. Le lunghe code ai seggi, la cui apertura è stata prorogata di quattro ore fino alle 22 di ieri (ora locale) ha acceso la speranza riformista a distanza di quattro anni da quel 2009 che vide la repressione della dissidenza ad opera di Ali Khamenei e Mahmoud Ahm
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