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Roberto LodigianiLa nuova spallata del fascismo dopo la marcia su Roma (28 ottobre 1922) arrivò nei primi mesi del 1923, quando le liste del Pnf ottennero uno scontatissimo trionfo alle elezioni amministrative, conquistando la Provincia e la totalità dei Comuni pavesi. Fu l'ultimo voto formalmente l

LA STORIA RISCOPERTA

di Roberto Lodigiani wPAVIA Il rapimento e l’uccisione del deputato socialista Giacomo Matteotti, sequestrato il 10 giugno 1924 sul Lungotevere romano da una squadra di sicari fascisti (la «Ceka») agli ordini del toscano Amerigo Dumini e assassinato durante la colluttazione in auto, manda

La cacciata dei sindaci socialisti

PAVIA Nei giorni della marcia su Roma cade anche l’ultima roccaforte «rossa» in provincia di Pavia. Alle cinque del pomeriggio del 28 ottobre 1922, il capitano Maso Bisi e un manipolo di fedelissimi fanno irruzione a Palazzo Mezzabarba e sfrattano senza troppi complimenti il sindaco social

La cacciata dei sindaci socialisti

PAVIA Nei giorni della marcia su Roma cade anche l’ultima roccaforte «rossa» in provincia di Pavia. Alle cinque del pomeriggio del 28 ottobre 1922, il capitano Maso Bisi e un manipolo di fedelissimi fanno irruzione a Palazzo Mezzabarba e sfrattano senza troppi complimenti il sindaco social

LA STORIA RISCOPERTA

di Roberto Lodigiani wPAVIA Il rapimento e l’uccisione del deputato socialista Giacomo Matteotti, sequestrato il 10 giugno 1924 sul Lungotevere romano da una squadra di sicari fascisti (la «Ceka») agli ordini del toscano Amerigo Dumini e assassinato durante la colluttazione in auto, manda

LA STORIA RISCOPERTA

di Roberto Lodigiani wPAVIA Il rapimento e l’uccisione del deputato socialista Giacomo Matteotti, sequestrato il 10 giugno 1924 sul Lungotevere romano da una squadra di sicari fascisti (la «Ceka») agli ordini del toscano Amerigo Dumini e assassinato durante la colluttazione in auto, manda

La cacciata dei sindaci socialisti

PAVIA Nei giorni della marcia su Roma cade anche l’ultima roccaforte «rossa» in provincia di Pavia. Alle cinque del pomeriggio del 28 ottobre 1922, il capitano Maso Bisi e un manipolo di fedelissimi fanno irruzione a Palazzo Mezzabarba e sfrattano senza troppi complimenti il sindaco social