Leonardo MartinelliPARIGI. Alla fine il premier Edouard Philippe ha ceduto. Ma solo in parte e imponendo le sue condizioni ai sindacati. E soltanto al trentottesimo giorno di scioperi e proteste contro la riforma delle pensioni. Il primo ministro, in una lettera di due pagine inviata ieri ai leader
Leonardo Martinelliparigi. È riapparso come per magia, fuori dalla scatola, dove si sarebbe nascosto (un enorme contenitore per strumenti musicali) per accedere a quell'interminabile volo su un jet privato dal Giappone a Istanbul, unico scalo prima di raggiungere casa sua, a Beirut, al sicuro. Carlo
Leonardo MartinelliParigi. Lo diceva a tutti Carlos Ghosn, almeno ai pochi che non l'avevano abbandonato: «Tiratemi fuori di qui». Anche a Nicolas Sarkozy che, in ottobre a Tokyo per l'incoronazione del nuovo imperatore, aveva accettato d'incontrarlo in segreto all'ambasciata francese. «Fai di tutto
Leonardo Martinelliparigi. Era il 5 giugno scorso e Fariba Abdelkhah, antropologa franco-iraniana, rinomata esperta dello sciismo, fu catturata dai Pasdaran, i guardiani della rivoluzione, mentre si trovava a Teheran. Lo stesso giorno (ma si è saputo in ottobre) anche un suo amico, il francese Rolan
Leonardo Martinelliparigi. È iniziato tutto da loro, i ferrovieri: i temuti dipendenti del colosso pubblico Sncf, che da sempre riescono a bloccare la Francia intera. Come Vincent, barba rossa, 29 anni e una bimba di tre nel passeggino: ieri, una giornata gelida, c'erano anche loro in quel fiume di