Horti aperti, dalle piante antizanzare a quelle millenarie: tre cose da non perdere. Oggi c’è il Messia delle piante, Carlos Magdalena
Riercatore dei Kew garden e celebre divulgatore. Il programma
Andrea Morana e Anna GhezziRiercatore dei Kew garden e celebre divulgatore. Il programma
Andrea Morana e Anna GhezziNei giardini del Borromeo conferenze e 50 espositori tra vivaisti, agricoltori e allevatori. Lo scienziato e divulgatore: «La principale abilità che dovremmo copiare dalle piante riguarda il modo di vivere insieme, creando comunità solidali». Oggi c’è il botanico dei Kew Garden di Londra, Carlos Magdalena
Valentina Guaglianone e Andrea MoranaPavia, la quarta edizione affronta i temi del cambiamento climatico e le pratiche di giardinaggio rispettose dell’ambiente
Valentina GuaglianoneVideo L’intelligenza vegetale può superare quella umana e, di conseguenza, quella artificiale? A rispondere a questa domanda è Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale dell’università di Firenze. Da sempre convinto che le piante siano creature intelligenti e sensibili, capaci di scegliere, imparare e ricordare, Mancuso è un ospite fisso di Horti Aperti e porta alla quarta edizione un parallelo tra queste diverse intelligenze. «Quando parlo dell’intelligenza delle piante, le persone pensano che io ne parli in maniera metaforica. In realtà non è così: la loro è un tipo di intelligenza vera e propria, diversa dalla nostra e per certi versi anche superiore. È chiaro che non parlo di un’intelligenza logica, ma se la consideriamo come la capacità di risolvere i problemi, allora quella delle piante è inarrivabile. Soprattutto perché gli animali sono agevolati, avendo dalla loro anche la capacità di movimento. Le piante non possono scappare come noi, devono per forza di cose trovare una soluzione. D’altronde il mondo vegetale ha 420 milioni di anni, il nostro 300mila: è chiaro che le piante, e quindi le loro abilità, siano più evolute di noi», spiega Mancuso. Video Garbi - CHI SONO LE VOLONTARIE E I VOLONTARI DI HORTI APERTI
Pavia, la quarta edizione affronta i temi del cambiamento climatico e le pratiche di giardinaggio rispettose dell’ambiente
Valentina GuaglianoneOggi aprono al pubblico la mostra degli arazzi del ’500 e la mostra-mercato del verde, con ospite Luca Mercalli
m. grazia piccalugaDa venerdì 19 alla galleria Fraccaro la personale dell’artista scomparso nel 2017 dal titolo: “La natura è il mio forte”
Daniela ScherrerIl climatologo inaugura il festival “Horti Aperti” nel parco del collegio Borromeo: «La buona notizia è che siamo ancora in tempo per limitare i danni, serve una visione condivisa»
Andrea MoranaInaugurazione della Mushroom forest con l’artista valdostano che insegna anche a sentire la musica del sottosuolo
Daniela ScherrerFoto Le ultime giornate d'estate hanno "benedetto" gli Horti Aperti, il festival del verde in città. Tanbtissima gente, soprattutto nel pomeriggio di domenica e fino alle 19, quando i 35 espositori hanno cominciatoa smontare. Molto seguite anche le conferenze, soprattutto quelle con Matt the farmer e il colonnello Giuliacci. Le foto sono state scattate dal gruppo volontari di Horti Aperti, Martina Brambilla, Gilda D'Ariano, Giada Ciancio, Emma Girbino del liceo Copernico e Giovanni Galboni dell'Olivelli.
Video Una folla per la lectio magistralis "Quanto sono eroiche le piante?" del botanico e divulgatore Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio di Neurobiologia Vegetale dell’Università di Firenze, che ha aperto Horti Aperti 2024, il festival del verde in città nel parco d’arte Horti dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia. Cultura e coltura del giardino, sostenibilità ambientale e sociale, biodiversità e territorio: 35 vivaisti-collezionisti, conferenze e workshop. L'intervista è a cura del gruppo volontari di Horti Aperti (Martina Brambilla, Gilda D'Ariano, Giada Ciancio, Emma Girbino del liceo Copernico, Giovanni Galboni dell'Olivelli)
Foto Una folla per la lectio magistralis del botanico e divulgatore Stefano Mancuso, direttore del LINV, Laboratorio di Neurobiologia Vegetale dell’Università di Firenzeta che ha aperto Horti Aperti 2024, il festival del verde in città nel parco d’arte Horti dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia. Cultura e coltura del giardino, sostenibilità ambientale e sociale, biodiversità e territorio: 35 vivaisti-collezionisti, conferenze e workshop. Tra gli ospiti - relatori Carlo Pagani, fondatore del progetto Flora 2000 di Budrio, il meteorologo e fisico dell’atmosfera Mario Giuliacci, Matteo Fiocco, in arte Matt the farmer, giovane fondatore dell’azienda agricola Stato Brado e youtuber. Foto Gilda D'Ariano - Redazione ragazzi Horti Aperti
Alle 11 la lectio magistralis del neurobiologo vegetale. Nell’area del Borromeo vivaisti da tutta Italia ed eventi
Da sabato 21 il festival del verde. Con lezioni di Stefano Mancuso, Mario Giuliacci, Carlo Redi e “Matt the farmer”
m. grazia piccalugaPavia, con la mostra-mercato del vivaismo di qualità e della biodiversità agricola le “lezioni” di Mancuso, Giuliacci e Pagani
Cominciata una nuova campagna di scavi nel parco del collegio Borromeo Gli archeologi raccontano due anni di ricerche per arrivare alla chiesa del 1174
m. grazia piccalugaPAVIA Si è conclusa ieri la seconda edizione di Horti Aperti, la manifestazione ospitata nel parco del collegio Borromeo e negli spazi dell’Orto Botanico e promossa dall’associazione Ticinum Festival, Borromeo, Università di Pavia, Sistema museale d’Ateneo e ...
Stefania PratoPAVIASi è conclusa ieri la seconda edizione di Horti Aperti, la manifestazione ospitata nel parco del collegio Borromeo e negli spazi dell'Orto Botanico e promossa dall'associazione Ticinum Festival, Borromeo, Università di Pavia, Sistema museale d'Ateneo e Biblioteca universitaria. Nonostante un me
PAVIA Si è conclusa ieri la seconda edizione di Horti Aperti, la manifestazione ospitata nel parco del collegio Borromeo e negli spazi dell'Orto Botanico e promossa dall'associazione Ticinum Festival, Borromeo, Università di Pavia, Sistema museale d'Ateneo e Biblioteca universitaria. Nonostante un m
Stefania Pratom. grazia piccalugaLe tombe a camera, che affiorano da uno degli strati più superficiali dello scavo, potrebbero presto svelare nuovi indizi. Anche se per arrivare all'originaria chiesa di San Marco in Monte Bertone del 1174 si dovrà scavare ancora. Scendere di almeno altri vetri metri. Così almeno
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