di Maria Fiore wPAVIA Forse è stata la telefonata alla sorella a fargli cambiare idea. Non è neppure da escludere che Guido Soffientini, il 43enne di Cura Carpignano accusato di avere trucidato l’ex collega Enrico Marzola a colpi di pistola nel capannone di via Saragat, volesse costituirsi
di Maria Fiore wPAVIA Forse è stata la telefonata alla sorella a fargli cambiare idea. Non è neppure da escludere che Guido Soffientini, il 43enne di Cura Carpignano accusato di avere trucidato l’ex collega Enrico Marzola a colpi di pistola nel capannone di via Saragat, volesse costituirsi
PAVIA Poteva essere una strage. Ne sono convinti gli inquirenti, che dopo il delitto di Enrico Marzola hanno lavorato senza tregua per chiudere in fretta il cerchio attorno all’unico sospettato. Un uomo pericoloso, forse ancora armato, che aveva appena ucciso - secondo la ricostruzione del
di Maria Fiore wPAVIA «Mi ha provocato. L’ho incontrato per caso alla rotonda della Riso Scotti, ha cercato di tamponarmi...». Poche parole, prima di chiudersi nel silenzio. Diego Soffientini, il 43enne di Cura Carpignano arrestato con l’accusa di avere ucciso a colpi di pistola l’ex colle
PAVIA Poteva essere una strage. Ne sono convinti gli inquirenti, che dopo il delitto di Enrico Marzola hanno lavorato senza tregua per chiudere in fretta il cerchio attorno all’unico sospettato. Un uomo pericoloso, forse ancora armato, che aveva appena ucciso - secondo la ricostruzione del
di Maria Fiore wPAVIA «Mi ha provocato. L’ho incontrato per caso alla rotonda della Riso Scotti, ha cercato di tamponarmi...». Poche parole, prima di chiudersi nel silenzio. Diego Soffientini, il 43enne di Cura Carpignano arrestato con l’accusa di avere ucciso a colpi di pistola l’ex colle
di Maria Fiore wPAVIA «Mi ha provocato. L’ho incontrato per caso alla rotonda della Riso Scotti, ha cercato di tamponarmi...». Poche parole, prima di chiudersi nel silenzio. Diego Soffientini, il 43enne di Cura Carpignano arrestato con l’accusa di avere ucciso a colpi di pistola l’ex colle
PAVIA Poteva essere una strage. Ne sono convinti gli inquirenti, che dopo il delitto di Enrico Marzola hanno lavorato senza tregua per chiudere in fretta il cerchio attorno all’unico sospettato. Un uomo pericoloso, forse ancora armato, che aveva appena ucciso - secondo la ricostruzione del
di Adriano Agatti e Maria Fiore wPAVIA Una serata e una nottata trascorse in solitudine nelle valli del trentino forse a meditare su quello che aveva fatto a Pavia. Sapeva che la polizia lo stava braccando perché sospettato di aver ucciso con decine di colpi di pistola Enrico Marzola, 49 a
di Adriano Agatti e Maria Fiore wPAVIA Una serata e una nottata trascorse in solitudine nelle valli del trentino forse a meditare su quello che aveva fatto a Pavia. Sapeva che la polizia lo stava braccando perché sospettato di aver ucciso con decine di colpi di pistola Enrico Marzola, 49 a
di Adriano Agatti e Maria Fiore wPAVIA Una serata e una nottata trascorse in solitudine nelle valli del trentino forse a meditare su quello che aveva fatto a Pavia. Sapeva che la polizia lo stava braccando perché sospettato di aver ucciso con decine di colpi di pistola Enrico Marzola, 49 a
Ieri pomeriggio, tra i primi a raggiungere la scena del delitto è stato il magistrato di turno, il pubblico ministero Roberto Valli (foto). Spetterà a lui coordinare le indagini in una fase molto delicata. Dopo avere svolto un sopralluogo della scena del crimine e avere scambiato qualche o
Ieri pomeriggio, tra i primi a raggiungere la scena del delitto è stato il magistrato di turno, il pubblico ministero Roberto Valli (foto). Spetterà a lui coordinare le indagini in una fase molto delicata. Dopo avere svolto un sopralluogo della scena del crimine e avere scambiato qualche o
Ieri pomeriggio, tra i primi a raggiungere la scena del delitto è stato il magistrato di turno, il pubblico ministero Roberto Valli (foto). Spetterà a lui coordinare le indagini in una fase molto delicata. Dopo avere svolto un sopralluogo della scena del crimine e avere scambiato qualche o
di Maria Fiore w PAVIA L’agguato al gioielliere, nel negozio di viale XI Febbraio, era subito apparso come uno degli episodi di criminalità destinati a essere ricordati a lungo, a Pavia, per la sua brutalità. Nella rapina, avvenuta in pieno giorno, era rimasto gravemente ferito il titolare
di Maria Fiore w PAVIA L’agguato al gioielliere, nel negozio di viale XI Febbraio, era subito apparso come uno degli episodi di criminalità destinati a essere ricordati a lungo, a Pavia, per la sua brutalità. Nella rapina, avvenuta in pieno giorno, era rimasto gravemente ferito il titolare
di Maria Fiore w PAVIA L’agguato al gioielliere, nel negozio di viale XI Febbraio, era subito apparso come uno degli episodi di criminalità destinati a essere ricordati a lungo, a Pavia, per la sua brutalità. Nella rapina, avvenuta in pieno giorno, era rimasto gravemente ferito il titolare
di Adriano Agatti wLINAROLO Amici, parenti, testimoni. Una quarantina di persone sono sfilate negli uffici della squadra mobile, in questura, per chiarire il mistero della scomparsa di Ruslan Panas, il ragazzo moldavo di 22 anni. Le tracce dell’operaio, che abita a Pavia in via Scaramuzza
di Adriano Agatti wLINAROLO Amici, parenti, testimoni. Una quarantina di persone sono sfilate negli uffici della squadra mobile, in questura, per chiarire il mistero della scomparsa di Ruslan Panas, il ragazzo moldavo di 22 anni. Le tracce dell’operaio, che abita a Pavia in via Scaramuzza
di Maria Fiore wPAVIA Prima di mostrare il loro volto di rapinatori senza scrupoli si erano mescolati ai clienti. E come gli altri avventori, tra una partita e l’altra alle macchinette da gioco, avevano consumato anche da bere. Acqua e coca cola. Sono state proprio le tracce di Dna trovate