Una nuova piazza per Pieve del Cairo

Video Piazza Paltineri, il cuore pulsante di Pieve del Cairo, dopo un'opera di restyling radicale, è diventata il “salotto buono” del paese. E' stata inaugurata venerdì sera dal sindaco Niccolò Capittini e dall'intera amministrazione comunale dopo un'azione di rinnovamento costata 500mila euro di gettito regionale a fondo perduto. “E nata una piazza” ha detto il sindaco dal palco “che richiamerà alla partecipazione le nostra gente, un punto di ritrovo che è un ritorno al passato ma anche un richiamo al futuro con arredi, punti di incontro, aree pedonali e verdi che ben si innestano con le nobili architetture del castello Beccaria e lo storico palazzo comunale”. Presenti alla festosa adunata di diverse centinaia di cittadini pievesi anche l'onorevole Silvia Roggiani, il consigliere regionale Ruggero Invernizzi, il vice presidente della Provincia di Pavia, Serafino Carnia, il consigliere provinciale Amedeo Quaroni ed oltre trenta sindaci del bacino in fascia tricolore Poi, al fianco del primo cittadino, il “sindaco dei ragazzi” Alessandro Lenzo e la più anziana del paese, Dina Ricci; tra il pubblico anche il più giovane in assoluto del paese, il piccolo Adli, nato a Pieve solo tre settimane fa, quasi a rappresentare una simbolica staffetta tra la gente che ha fatto la storia passata di Pieve del Cairo e quella che dovrà farla in futuro. Presente anche l'architetto progettista della rinnovata piazza, Marco Conte. e lo scultore Massimo Pellegrinetti, autore di un a delle sculture inserite nel nuovo contesto architettonico della piazza. Infine il grande concerto dedicato alle melodie filmiche di Ennio Morricone con l'ensamble “Le Muse”. Video Sacchiero

Carlo Verdone, le sue foto in mostra all'Auditorium: "Attimi di relax lontano dal rumore"

Video Si è aperta all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone la mostra fotografica di Carlo Verdone Il colore del silenzio, realizzata in collaborazione con la Fondazione Elisabetta Sgarbi e la Milanesiana. La mostra è un viaggio attraverso le immagini scattate nel corso degli anni dal regista, che ritraggono nuvole, albe e tramonti, fotografie che egli definisce “preghiere senza parole”. "Finalmente riesco a farla vedere ai romani", racconta Verdone. "È la voglia del silenzio come reazione alla 'caciara' del set. Io vivo nel rumore, qua sono solo, sono attimi di grande rilassamento. Amo la potenza e la dolcezza della natura". "Chi si fosse illuso di vedere “solo” paesaggi", ha spiegato Elisabetta Sgarbi, "potrà meravigliarsi del fatto che Carlo Verdone sta raccontando i suoi stati d’animo più reconditi, illustrandoli non con le parole ma con le forme accidentali, ondivaghe, cangianti della natura. A me pare che stia componendo una sua autobiografia musicale in immagini". "Questa mostra è un esempio perfetto di come l’arte possa creare connessioni profonde, stimolare la curiosità e, al tempo stesso, valorizzare il talento straordinario di un artista come Verdone", ha detto l'ad della Fondazione, Raffaele Ranucci. L’ispirazione che guida il regista proviene sia dall’arte pittorica, dalle opere del futurista e divisionista Luigi Russolo fino ai maestri come Tiepolo, Monet, Turner e Constable, che lo spingono a puntare l’obiettivo verso l’alto, sia dalla musica, in particolare dalle composizioni strumentali elettroniche di Brian Eno, Philip Glass, David Sylvian e Robert Fripp. Suoni che lo riportano alla contemplazione e al silenzioso stupore del cielo.  La mostra è aperta dal lunedì al venerdì dalle 17.00 alle 21.00. Il sabato, la domenica e i festivi dalle 11.00 alle 21.00. Il 24 e 31 dicembre dalle 12.00 alle 16.00.