dall'inviatoMarco BresolinLONDRA. Divisi. Contrapposti. Distanti. Nell'ultimo giorno da cittadini dell'Unione europea, i britannici si ritrovano esattamente come si erano svegliati la mattina di quel 24 giugno del 2016. I vincitori che sventolano con orgoglio la Union Jack, gli sconfitti che si asci
ROMA A gennaio la Francia, ieri la Danimarca. La libertà di espressione torna ancora una volta sotto attacco del terrorismo e questa volta durante un convegno organizzato a Copenhagen in ricordo della strage al giornale satirico francese Charlie Hebdo a gennaio. Il bilancio della violentis
ROMA A gennaio la Francia, ieri la Danimarca. La libertà di espressione torna ancora una volta sotto attacco del terrorismo e questa volta durante un convegno organizzato a Copenhagen in ricordo della strage al giornale satirico francese Charlie Hebdo a gennaio. Il bilancio della violentis
ROMA A gennaio la Francia, ieri la Danimarca. La libertà di espressione torna ancora una volta sotto attacco del terrorismo e questa volta durante un convegno organizzato a Copenhagen in ricordo della strage al giornale satirico francese Charlie Hebdo a gennaio. Il bilancio della violentis
BRUXELLES Nel primo vertice dei leader europei dopo gli attacchi terroristici in Francia, i 28 adottano un pacchetto di misure per serrare i controlli alle frontiere esterne dell’Europa e rafforzare la loro cooperazione. Alla riunione hanno preso la parola il capo dell’Eliseo, Francois Hol
BRUXELLES Nel primo vertice dei leader europei dopo gli attacchi terroristici in Francia, i 28 adottano un pacchetto di misure per serrare i controlli alle frontiere esterne dell’Europa e rafforzare la loro cooperazione. Alla riunione hanno preso la parola il capo dell’Eliseo, Francois Hol
BRUXELLES Nel primo vertice dei leader europei dopo gli attacchi terroristici in Francia, i 28 adottano un pacchetto di misure per serrare i controlli alle frontiere esterne dell’Europa e rafforzare la loro cooperazione. Alla riunione hanno preso la parola il capo dell’Eliseo, Francois Hol
Nessuna concessione. La Svizzera sfida l’Ue limitando l’immigrazione e accogliendo così in toto i risultati del referendum dell’anno scorso. È una denuncia di fatto degli accordi con l’Unione europea, determinata a non cedere. Berna prospetta tetti massimi e ingressi contingentati annualme
Nessuna concessione. La Svizzera sfida l’Ue limitando l’immigrazione e accogliendo così in toto i risultati del referendum dell’anno scorso. È una denuncia di fatto degli accordi con l’Unione europea, determinata a non cedere. Berna prospetta tetti massimi e ingressi contingentati annualme
Nessuna concessione. La Svizzera sfida l’Ue limitando l’immigrazione e accogliendo così in toto i risultati del referendum dell’anno scorso. È una denuncia di fatto degli accordi con l’Unione europea, determinata a non cedere. Berna prospetta tetti massimi e ingressi contingentati annualme
di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES Nella capitale dell’Unione europea sono in pochi a festeggiare la vittoria di Syriza in Grecia, però dopo il voto i toni da bellicosi si son fatti più dialoganti. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, popolare, non è stato il primo a
di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES Nella capitale dell’Unione europea sono in pochi a festeggiare la vittoria di Syriza in Grecia, però dopo il voto i toni da bellicosi si son fatti più dialoganti. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, popolare, non è stato il primo a
di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES Nella capitale dell’Unione europea sono in pochi a festeggiare la vittoria di Syriza in Grecia, però dopo il voto i toni da bellicosi si son fatti più dialoganti. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, popolare, non è stato il primo a
(segue dalla prima pagina) Perché, sottolinea il ministro, «per sentirsi liberi, ci si deve prima sentire sicuri». I colleghi di Farnesina e Viminale, Paolo Gentiloni e lo stesso Alfano, sono appena più chiari: «Non c’è dubbio che dobbiamo mettere al primo posto la sicurezza», ha detto il
(segue dalla prima pagina) Perché, sottolinea il ministro, «per sentirsi liberi, ci si deve prima sentire sicuri». I colleghi di Farnesina e Viminale, Paolo Gentiloni e lo stesso Alfano, sono appena più chiari: «Non c’è dubbio che dobbiamo mettere al primo posto la sicurezza», ha detto il
(segue dalla prima pagina) Perché, sottolinea il ministro, «per sentirsi liberi, ci si deve prima sentire sicuri». I colleghi di Farnesina e Viminale, Paolo Gentiloni e lo stesso Alfano, sono appena più chiari: «Non c’è dubbio che dobbiamo mettere al primo posto la sicurezza», ha detto il
di FABIO CHIUSI L’ambizione del premier David Cameron di vietare, in caso di vittoria alle prossime elezioni, ogni mezzo di comunicazione che non sia intercettabile dal governo britannico, non è solamente una minaccia alle libertà fondamentali dei suoi concittadini: è un precedente che apr
di FABIO CHIUSI L’ambizione del premier David Cameron di vietare, in caso di vittoria alle prossime elezioni, ogni mezzo di comunicazione che non sia intercettabile dal governo britannico, non è solamente una minaccia alle libertà fondamentali dei suoi concittadini: è un precedente che apr
di FABIO CHIUSI L’ambizione del premier David Cameron di vietare, in caso di vittoria alle prossime elezioni, ogni mezzo di comunicazione che non sia intercettabile dal governo britannico, non è solamente una minaccia alle libertà fondamentali dei suoi concittadini: è un precedente che apr
di Maria Rosa Tomasello wROMA È l’immagine simbolo dopo i giorni del terrore: Angela Merkel che sfila lungo le strade di Parigi sottobraccio a François Hollande, il premier israeliano Benjamin Netanyahu che avanza pochi metri dal presidente palestinese Abu Mazen, e un passo più in là i rea