Boschi: “No alla norma anti-ribaltone se cambiano voteremo la riforma”
L’ex ministra: «Se il referendum non passa Meloni dovrebbe dimettersi»
serena riformatoL’ex ministra: «Se il referendum non passa Meloni dovrebbe dimettersi»
serena riformatoUgo Magri / ROMALo scoglio più insidioso è stato superato. Forse qualcuno, anche ai piani altissimi della Repubblica, avrebbe sperato in un successo più travolgente dei «sì» a un governo su cui Sergio Mattarella si è messo personalmente in gioco. Ma il 59 per cento a favore, in fondo, è un risultato
il retroscenaNiccolò Carratelli / ROMAPiù sente parlare di trattative sui ministri e sottosegretari, più Giuseppe Conte sorride. Perché le sue possibilità di tornare a Palazzo Chigi aumentano. Se sotto i riflettori si discute di programma, infatti, nel confronto informale si gioca con le figurine. G
Niccolò CarratelliIlario Lombardo Oggi è il giorno in cui il Conte Ter nasce, o muore. Pd, M5S, Leu, il neonato gruppo dei responsabili, tutti i partiti che sostengono la maggioranza uscente, tranne Italia Viva, chiedono di accelerare e di chiudere un accordo sul programma entro la giornata. Roberto
il retroscenaIlario Lombardo / romaQualche giorno fa un senatore di Italia Viva, scosso dai dubbi se strappare o no con Matteo Renzi ha chiesto al leader: «Perché dovremmo rinunciare al governo?». La risposta del leader è stata: «Chi ha detto che rinunciamo? Ti assicuro che non rinunceremo. Solo che
il retroscenaIlario Lombardo / ROmaIn Senato, il comandante Gregorio De Falco si presta a una battuta: «Dovrà dire al premier Conte risalga al governo, cazzo?». «Esatto», ride il senatore ex M5S, certamente stanco di sentirsi riproporre la frase che lo ha reso famoso in tutto il mondo, che pronunciò
l'intervistaROMA«Per costruire un Governo bisogna bandire i toni perennemente polemici che hanno preceduto e accompagnato la crisi aperta da Renzi, altrimenti non si va da nessuna parte». Quando si chiede se sia possibile un governo all'altezza delle sfide senza i voti di Renzi, non è un segnale da
Elena Maga, segretario generale della Cisl Pavia Lodi: «Credo che la crisi che stiamo vivendo in queste ore rispecchi la fragilità e la debolezza di questo governo: troppe promesse e parole e poche decisioni. Ora la palla è in mano al presidente della Repubblica. Confido nella saggezza che finora ha
Riccardo Puglisi, economista, docente del dipartimento di Scienze politiche e sociali: «Credo che la situazione di emergenza sia meno grave rispetto a marzo, dato anche l'inizio della campagna vaccinale, per cui, come in altri Paesi, la democrazia liberale segue il suo corso. La preoccupazione princ
Giuseppe Conte entra papa ed esce...papa. È lo scenario del sequel, con gli stessi personaggi in commedia o quasi: Conte strappa il terzo mandato, perché Renzi durante le consultazioni di Iv al Quirinale, previste per domani, non pone il veto. Conte non si fida ma in fase di reincarico è costretto a
il retroscenaIlario Lombardo / romaIl giorno è arrivato. È il giorno che Giuseppe Conte avrebbe voluto evitare. Ma è anche il giorno in cui tutto può diventare più chiaro. Il presidente del Consiglio si affida a Sergio Mattarella e da oggi partirà un percorso che o lo riporterà a Palazzo Chigi o gli
Amedeo La Mattina / RomaO Bonafede o morte. I 5 Stelle non fanno quadrato solo attorno al premier asserragliato a Palazzo Chigi mentre anche il Pd gli sta consigliando di dimettersi per puntare tutto su un Conte ter e magari riprovarci con Renzi. Dovrebbe dimettersi prima che il Guardasigilli si pre
il retroscenaCarlo Bertini / ROMAIn ogni crisi c'è sempre l'ora delle scelte e per Giuseppe Conte questa ora è arrivata: il premier è scosso dai tormenti che giustamente preludono l'ora delle dimissioni da una carica del genere, ma al punto in cui si è arrivati giocare d'anticipo sembra essere l'uni
Carlo Bertini / ROMASignori, il piatto piange, sembra dire uno dei croupier incaricati di portare numeri sonanti al tavolo verde del governo. Il voto in Senato di giovedì sul Guardasigilli Bonafede, inviso ai garantisti azzurri e renziani, incombe. Su quel nervo scoperto, difficile allargare la magg
il casoFederico Capurso / roma«La testa di Bonafede sarà la prima a cadere». A dirlo non è un nemico giurato del ministro della Giustizia. Il tono, anzi, è rassegnato. Sono i suoi stessi compagni di partito del Movimento e, per di più, membri dell'esecutivo che gravitano nella stessa corrente govern
IL RETROSCENAIlario Lombardo / ROMAGià oggi Giuseppe Conte dovrebbe salire al Quirinale. Non per dimettersi. Quel che sembra certo è che non vuole compiere questo passo ora. Lo avrebbe fatto, forse, se i numeri del Senato fossero crollati di molto sotto la soglia psicologica fissata sin dal mattino
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