NAPOLI Condannato l'avvocato che lesse in aula la lettera dei boss, giudicata una grave forma di intimidazione nei confronti di chi indaga sulla camorra e di chi ne racconta su libri e giornali le imprese criminali. Assolti invece i boss in nome dei quali furono pronunciate quelle frasi in
NAPOLI Condannato l'avvocato che lesse in aula la lettera dei boss, giudicata una grave forma di intimidazione nei confronti di chi indaga sulla camorra e di chi ne racconta su libri e giornali le imprese criminali. Assolti invece i boss in nome dei quali furono pronunciate quelle frasi in
NAPOLI Condannato l'avvocato che lesse in aula la lettera dei boss, giudicata una grave forma di intimidazione nei confronti di chi indaga sulla camorra e di chi ne racconta su libri e giornali le imprese criminali. Assolti invece i boss in nome dei quali furono pronunciate quelle frasi in
Due gare d’appalto milionarie, un concorrente scomodo da estromettere, un incontro con i boss dei Casalesi raccontato da un imprenditore colluso, oggi collaboratore di giustizia. Verte su questo l’inchiesta della Dda di Napoli per la quale una richiesta di arresto nei confronti del deputat
Due gare d’appalto milionarie, un concorrente scomodo da estromettere, un incontro con i boss dei Casalesi raccontato da un imprenditore colluso, oggi collaboratore di giustizia. Verte su questo l’inchiesta della Dda di Napoli per la quale una richiesta di arresto nei confronti del deputat
di Ferruccio Fabrizio wNAPOLI Tre omicidi e trent’anni da scontare. Ma per i boss del clan dei Casalesi la salvezza era proprio dentro l’aula di giustizia: bastava corrompere i giudici del tribunale di Napoli e farla franca. Il prezzo dell’assoluzione? Dai 200 milioni di vecchie lire a 250
di Ferruccio Fabrizio wNAPOLI Tre omicidi e trent’anni da scontare. Ma per i boss del clan dei Casalesi la salvezza era proprio dentro l’aula di giustizia: bastava corrompere i giudici del tribunale di Napoli e farla franca. Il prezzo dell’assoluzione? Dai 200 milioni di vecchie lire a 250
di Ferruccio Fabrizio wNAPOLI Franco Roberti, procuratore antimafia, l’aveva anticipato: «Bisogna far parlare un mafioso che ha una vita davanti...». Da qualche giorno i parenti di Antonio Iovine, ex super ricercato e “ministro” economico del clan dei Casalesi, sono protetti in una localit
di Ferruccio Fabrizio wNAPOLI Franco Roberti, procuratore antimafia, l’aveva anticipato: «Bisogna far parlare un mafioso che ha una vita davanti...». Da qualche giorno i parenti di Antonio Iovine, ex super ricercato e “ministro” economico del clan dei Casalesi, sono protetti in una localit
di Ferruccio Fabrizio wNAPOLI Franco Roberti, procuratore antimafia, l’aveva anticipato: «Bisogna far parlare un mafioso che ha una vita davanti...». Da qualche giorno i parenti di Antonio Iovine, ex super ricercato e “ministro” economico del clan dei Casalesi, sono protetti in una localit
ROMA Interrogatorio secretato. Claudio Scajola ha parlato. E lo ha fatto per quasi sette ore. E deve aver detto cose interessanti sui suoi collegamenti con l’ex parlamentare latitante Amedeo Matacena e sua moglie Chiara Rizzo, se il sostituto procuratore nazionale antimafia Francesco Curci
ROMA Interrogatorio secretato. Claudio Scajola ha parlato. E lo ha fatto per quasi sette ore. E deve aver detto cose interessanti sui suoi collegamenti con l’ex parlamentare latitante Amedeo Matacena e sua moglie Chiara Rizzo, se il sostituto procuratore nazionale antimafia Francesco Curci
TORINO «Dire che l’accusa di terrorismo sia caduta è quanto meno azzardato». I magistrati di Torino invitano a trattare con cautela il provvedimento con cui l’altra notte la Cassazione ha ordinato un nuovo passaggio al tribunale del Riesame in merito ai quattro giovani simpatizzanti no-Tav
Non tutti nel clan Di Cicco sono d’accordo con la scelta criminale. C’è anche chi ha avuto il coraggio di dire no: come Luigi, il figlio di Giuseppe Di Cicco. Due degli arrestati di ieri, Luciano e Giuseppe Di Cicco (fermati insieme ad altre 10 persone nell'ambito di un blitz anticamorra d
Non tutti nel clan Di Cicco sono d’accordo con la scelta criminale. C’è anche chi ha avuto il coraggio di dire no: come Luigi, il figlio di Giuseppe Di Cicco. Due degli arrestati di ieri, Luciano e Giuseppe Di Cicco (fermati insieme ad altre 10 persone nell'ambito di un blitz anticamorra d
Non tutti nel clan Di Cicco sono d’accordo con la scelta criminale. C’è anche chi ha avuto il coraggio di dire no: come Luigi, il figlio di Giuseppe Di Cicco. Due degli arrestati di ieri, Luciano e Giuseppe Di Cicco (fermati insieme ad altre 10 persone nell'ambito di un blitz anticamorra d