di Maurizio Di Giangiacomo wBRESCIA Mark Cavendish apre e chiude il Giro d’Italia di Vincenzo Nibali: come a Napoli, Margherita di Savoia, Treviso e Cherasco, anche al Grande Arrivo di Brescia vige la legge di Cannonball, ancora una volta praticamente senza veri rivali, nonostante il ten
di Maurizio Di Giangiacomo wINVIATO A IVREA (Torino) Per Benat Intxausti maglia e tappa. Tranquilli, il simbolo del primato è sempre sulle spalle di Vincenzo Nibali, Intxausti la maglia rosa l’ha già vestita – dopo la tappa di Pescara – me se l’è anche già tolta, il giorno dopo a Saltara
dall’inviato wIVREA (Torino) Nel dopo-tappa il tema più caldo è lo spazio – forse eccessivo – concesso dall’Astana a Tanel Kangert, che già andò a tutta nella cronometro di Saltara. «Gli ho detto io di andare – chiarisce capitan Vincenzo Nibali – per provare a vincere la tappa e a portar
dall’inviato wIVREA (Torino) Nel dopo-tappa il tema più caldo è lo spazio – forse eccessivo – concesso dall’Astana a Tanel Kangert, che già andò a tutta nella cronometro di Saltara. «Gli ho detto io di andare – chiarisce capitan Vincenzo Nibali – per provare a vincere la tappa e a portar
di Maurizio Di Giangiacomo wINVIATO A IVREA (Torino) Per Benat Intxausti maglia e tappa. Tranquilli, il simbolo del primato è sempre sulle spalle di Vincenzo Nibali, Intxausti la maglia rosa l’ha già vestita – dopo la tappa di Pescara – me se l’è anche già tolta, il giorno dopo a Saltara
di Maurizio Di Giangiacomo wINVIATO A IVREA (Torino) Per Benat Intxausti maglia e tappa. Tranquilli, il simbolo del primato è sempre sulle spalle di Vincenzo Nibali, Intxausti la maglia rosa l’ha già vestita – dopo la tappa di Pescara – me se l’è anche già tolta, il giorno dopo a Saltara
dall’inviato wIVREA (Torino) Nel dopo-tappa il tema più caldo è lo spazio – forse eccessivo – concesso dall’Astana a Tanel Kangert, che già andò a tutta nella cronometro di Saltara. «Gli ho detto io di andare – chiarisce capitan Vincenzo Nibali – per provare a vincere la tappa e a portar
di Maurizio Di Giangiacomo wINVIATO A ERTO (Pordenone) Quella del Vajont non era una salita irresistibile. Infatti ha vinto un passistone lituano, Ramunas Navardauskas, e in classifica generale non s’è mossa foglia, eccezion fatta per le due posizioni recuperate dalla ex maglia rosa, Ben
di Maurizio Di Giangiacomo wINVIATO A ERTO (Pordenone) Quella del Vajont non era una salita irresistibile. Infatti ha vinto un passistone lituano, Ramunas Navardauskas, e in classifica generale non s’è mossa foglia, eccezion fatta per le due posizioni recuperate dalla ex maglia rosa, Ben
di Maurizio Di Giangiacomo wINVIATO A ERTO (Pordenone) Quella del Vajont non era una salita irresistibile. Infatti ha vinto un passistone lituano, Ramunas Navardauskas, e in classifica generale non s’è mossa foglia, eccezion fatta per le due posizioni recuperate dalla ex maglia rosa, Ben
di Maurizio Di Giangiacomo wINVIATO A PESCARA E adesso saprà rialzarsi Bradley Wiggins, caduto nell’ultima discesa dell’insidiosissima tappa di Pescara e giunto al traguardo con due minuti e mezzo di ritardo dall’eroico Adam Hansen ma soprattutto a un minuto e mezzo da Nibali e gli altri
di Maurizio Di Giangiacomo wINVIATO A PESCARA E adesso saprà rialzarsi Bradley Wiggins, caduto nell’ultima discesa dell’insidiosissima tappa di Pescara e giunto al traguardo con due minuti e mezzo di ritardo dall’eroico Adam Hansen ma soprattutto a un minuto e mezzo da Nibali e gli altri
dall’inviato wPESCARA Tappa da duri, la San Salvo-Pescara, e infatti ha vinto quel pezzo d’uomo di Adam Hansen, australiano, un metro e 83 per 75 chilogrammi, passato dal triathlon alla mountain bike e approdato infine al ciclismo su strada. E meno male: l’anno scorso ha infatti compiuto
dall’inviato wPESCARA Tappa da duri, la San Salvo-Pescara, e infatti ha vinto quel pezzo d’uomo di Adam Hansen, australiano, un metro e 83 per 75 chilogrammi, passato dal triathlon alla mountain bike e approdato infine al ciclismo su strada. E meno male: l’anno scorso ha infatti compiuto
di Maurizio Di Giangiacomo wINVIATO A PESCARA E adesso saprà rialzarsi Bradley Wiggins, caduto nell’ultima discesa dell’insidiosissima tappa di Pescara e giunto al traguardo con due minuti e mezzo di ritardo dall’eroico Adam Hansen ma soprattutto a un minuto e mezzo da Nibali e gli altri
dall’inviato wPESCARA Tappa da duri, la San Salvo-Pescara, e infatti ha vinto quel pezzo d’uomo di Adam Hansen, australiano, un metro e 83 per 75 chilogrammi, passato dal triathlon alla mountain bike e approdato infine al ciclismo su strada. E meno male: l’anno scorso ha infatti compiuto
1) Salvatore Puccio (Sky) 3h 20’ 43” 2) Bradley Wiggins (Sky )s. t. 3) Sergio Henao (Sky) s. t. 4) Dario Cataldo (Sky) s. t. 5) Rigoberto Uran (Sky) s. t. 6) Benat Intxausti (Movistar) a 09” 7) Giovanni Visconti (Movistar) a 09” 8) Josè Herrada Lopez (Movis.) a 09” 9) Alex Dowsett (Movis