ROMA Quando la tensione crolla, quando l’adrenalina non ti sostiene, arriva il momento in cui anche per un uomo duro come Argilio Giacomazzi, il comandante del traghetto Norman Atlantic, devono vincere le emozioni. E lui, che ha il volto segnato dalla fatica ma soprattutto dal dolore, la p
ROMA Quando la tensione crolla, quando l’adrenalina non ti sostiene, arriva il momento in cui anche per un uomo duro come Argilio Giacomazzi, il comandante del traghetto Norman Atlantic, devono vincere le emozioni. E lui, che ha il volto segnato dalla fatica ma soprattutto dal dolore, la p
ROMA Quando la tensione crolla, quando l’adrenalina non ti sostiene, arriva il momento in cui anche per un uomo duro come Argilio Giacomazzi, il comandante del traghetto Norman Atlantic, devono vincere le emozioni. E lui, che ha il volto segnato dalla fatica ma soprattutto dal dolore, la p
BARI I numeri parlano di 310 persone salvate, almeno 11 vittime e 178 naufraghi di cui non si conosce la sorte ma che si spera siano a bordo di due mercantili diretti verso la Grecia. È il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, che coordina l’inchiesta sul naufragio del traghetto Norman Atla
BARI I numeri parlano di 310 persone salvate, almeno 11 vittime e 178 naufraghi di cui non si conosce la sorte ma che si spera siano a bordo di due mercantili diretti verso la Grecia. È il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, che coordina l’inchiesta sul naufragio del traghetto Norman Atla
BARI I numeri parlano di 310 persone salvate, almeno 11 vittime e 178 naufraghi di cui non si conosce la sorte ma che si spera siano a bordo di due mercantili diretti verso la Grecia. È il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, che coordina l’inchiesta sul naufragio del traghetto Norman Atla
Ha rispettato le leggi del mare. Ha rifiutato di lasciare il traghetto anche quando tutti erano in salvo, «per tentare di agganciare il rimorchio» per l’ennesima volta, dopo che il cavo usato era stato distrutto dal fuoco per quattro volte, come ha raccontato il premier Matteo Renzi. «Non
di Maria Rosa Tomasello wROMA L’incubo finisce alle 14.50 quando il comandante Argilio Giacomazzi, che nell’alba infernale del Norman Atlantic, domenica 28 dicembre, aveva dichiarato l’abbandono nave, lascia il traghetto devastato dal fuoco e inclinato di dieci gradi per il peso dell’acqua
Ha rispettato le leggi del mare. Ha rifiutato di lasciare il traghetto anche quando tutti erano in salvo, «per tentare di agganciare il rimorchio» per l’ennesima volta, dopo che il cavo usato era stato distrutto dal fuoco per quattro volte, come ha raccontato il premier Matteo Renzi. «Non
di Maria Rosa Tomasello wROMA L’incubo finisce alle 14.50 quando il comandante Argilio Giacomazzi, che nell’alba infernale del Norman Atlantic, domenica 28 dicembre, aveva dichiarato l’abbandono nave, lascia il traghetto devastato dal fuoco e inclinato di dieci gradi per il peso dell’acqua
di Maria Rosa Tomasello wROMA L’incubo finisce alle 14.50 quando il comandante Argilio Giacomazzi, che nell’alba infernale del Norman Atlantic, domenica 28 dicembre, aveva dichiarato l’abbandono nave, lascia il traghetto devastato dal fuoco e inclinato di dieci gradi per il peso dell’acqua
Ha rispettato le leggi del mare. Ha rifiutato di lasciare il traghetto anche quando tutti erano in salvo, «per tentare di agganciare il rimorchio» per l’ennesima volta, dopo che il cavo usato era stato distrutto dal fuoco per quattro volte, come ha raccontato il premier Matteo Renzi. «Non
di Fiammetta Cupellaro wROMA Sono le 8 di domenica quando l’appello drammatico di «abbandonare la nave», lanciato dal comandante del traghetto italiano Norman Atlantic, in viaggio tra Igoumenitsa e Ancona con 478 persone a bordo, risuona nelle centrali delle Capitanerie di porto dell’Adria
di Maria Rosa Tomasello wROMA Le voci che arrivano dal traghetto scandiscono l’attesa disperata sulla nave diventata una trappola mortale: «Siamo fuori sul ponte, stiamo morendo di freddo e soffochiamo per il fumo. L’incendio si estende sempre di più – dice Yorgos Stiliaras, parlando con l