Tajani: "Se aumentano i dazi è difficile arrivare al 5% del pil per la Difesa come chiedono gli Usa"

Video Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha collegato l'aumento dei dazi annunciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump alle difficoltà italiane ad arrivare a una spesa per la Difesa pari al 5% del pil, come vorrebbe la stessa amministrazione Trump. Tajani, che è anche segretario di Forza Italia, ha aggiunto che il Partito popolare europeo "deve avere il coraggio di mettersi alla guida di una nuova Europa che protegga di più e meglio i cittadini europei" e annunciato che si ricandiderà alla vicepresidenza del Ppe. "Non faremo mai parte di un governo anti-europeo", ha concluso Tajani, "per fortuna mi pare che il preisdente del Consiglio Meloni abbia sempre fatto scelte a favore dell'Unione Europea".

Tajani: "Per costruire l'Europa non abbiamo bisogno di sfasciacarrozze"

Video "Lavoriamo per fare sì che l'Europa possa essere sempre più la casa di tutti. Noi in Europa dobbiamo costruire, non abbiamo bisogno di sfasciacarrozze, ma di uomini e donne di buon senso che facciano politica per proteggere gli interessi di mezzo miliardo di persone tra i quali ci siamo anche noi". Così il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, in videocollegamento al convegno 'Una bussola per la competitività europea', organizzato da FI, in corso a Firenze. "Ma dove andremmo noi da soli nel momento della competizione globale? Rischieremmo di diventare la colonia di qualcuno. Ecco perché non vogliamo gli Stati Uniti d'Italia, cioè un'Italia federale. Abbiamo l'Italia, ce la teniamo così com'è e va benissimo. Noi vogliamo un'Europa federale, un'Europa in cui possiamo essere protagonisti, contare, far valere il ruolo dell'Italia, delle nostre idee e della nostra storia. Abbiamo bisogno di Europa, che non è quella dei burocrati che sono stato io per primo a condannare, in questo momento particolare di grandi cambiamenti". Leggi l'articolo

Tajani sui partiti populisti: "AfD e Cinque Stelle lo sono, mai fatto alcun riferimento alla Lega"

Video Il segretario di Forza Italia e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha cercato di chiarire a chi si riferiva in chiusura di un convegno organizzato dai giovani azzurri, quando aveva detto: "Un partito quaquaraquà parla e dice senza studiare e riflettere. Sono i partiti populisti che un giorno dicono una cosa e un giorno un’altra". Le sue parole, arrivate dopo un'intervista su Repubblica del sottosegretario leghista al Lavoro Claudio Durigon che definiva il ministro degli Esteri "in difficoltà", erano state lette come un attacco al partito di Matteo Salvini. "Mai parlato della Lega", ha detto martedì Tajani, prima di proseguire: "I populisti sono quelli che non affrontano seriamente i problemi e lavorano soltanto con slogan. Alternative für Deutschland e Cinquestelle sono partiti populisti. Non ho mai fatto alcun riferimento alla Lega e credo che Salvini l'abbia capito molto bene". Durigon: “Tajani è in difficoltà si faccia aiutare da noi con gli Usa”

Scontro Lega-FI, Salini: “Linea estera di Salvini nel governo non se le fila nessuno"

Video Massimiliano Salini, vicepresidente del Ppe ed esponente di punta di Forza Italia, a Metropolis commenta le indiscrezioni sul gelo tra i due vice-premier del governo Meloni, con il forzista Antonio Tajani che ha bollato la Lega come “partito populista quaquaraquà” dopo essere stato accusato dal sottosegretario leghista Durigon di essere in difficolta. “È preoccupante che all’interno della maggioranza ci siano visioni molto diverse su questioni cruciali - osserva Salini -, ma sui temi di politica estera la linea di Salvini, nel governo, non se la fila nessuno”. “Chiediamoci perché il leader leghista scalpiti in questo modo, cosa che non faceva quando governava coi 5S - prosegue Salini -. La mia impressione è che si trovi in una posizione di debolezza, dovuta anche al fatto che non si trova a suo agio nel ministero [Trasporti] che gli è stato assegnato”.