Sandokan, Francesco Schiavone: il boss dei Casalesi si è pentito
Trasferito nel carcere dell’Aquila. Le sue condizioni di salute non sarebbero buone
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romaNel derby infinito che divide i poliziotti, tra sbirri che si occupano di criminalità, quelli delle Squadre Mobili, autodefiniti "i mobilieri", e quelli che si occupano di eversione e terrorismo, con le Digos, che per vezzo si chiamano tra loro "i digosauri", stavolta esce di scena un figlio pre
Accordo “politico”, in attesa di formalizzazione al prossimo Consiglio dei ministri, sul nome del generale Andrea De Gennaro come comandante della Guardia di Finanza
Francesco GrignettiParità di genere rispettata nei Cda a sei membri, tranne in Leonardo con prevalenza maschile
PASQUALE QUARANTAI nomi sono appena usciti dalla riunione dle Consiglio dei Ministri. Sergio, indicato dal Mef, sarà poi amministratore delegato
Francesco OlivoINVIATO A NAPOLIAll'ultimo minuto della campagna elettorale Giorgia Meloni abbandona il condizionale. Sa che la vittoria è dietro l'angolo ed già è pronta a spiegare il significato profondo del suo approdo a Palazzo Chigi: «È un riscatto per un sacco di gente che per decenni anni ha d
NAPOLI Condannato l'avvocato che lesse in aula la lettera dei boss, giudicata una grave forma di intimidazione nei confronti di chi indaga sulla camorra e di chi ne racconta su libri e giornali le imprese criminali. Assolti invece i boss in nome dei quali furono pronunciate quelle frasi in
NAPOLI Condannato l'avvocato che lesse in aula la lettera dei boss, giudicata una grave forma di intimidazione nei confronti di chi indaga sulla camorra e di chi ne racconta su libri e giornali le imprese criminali. Assolti invece i boss in nome dei quali furono pronunciate quelle frasi in
NAPOLI Condannato l'avvocato che lesse in aula la lettera dei boss, giudicata una grave forma di intimidazione nei confronti di chi indaga sulla camorra e di chi ne racconta su libri e giornali le imprese criminali. Assolti invece i boss in nome dei quali furono pronunciate quelle frasi in
Giovedì 30 ottobre alle 21, al Collegio Nuovo, fondazione Sandra ed Enea Mattei (via Abbiategrasso 404, tel. 0382/5471), è in programma l’incontro a ingresso libero con l’ex procuratore della Repubblica di Napoli Giovandomenico Lepore, il procuratore generale di Pavia Gustavo Cioppa e il g
Giovedì 30 ottobre alle 21, al Collegio Nuovo, fondazione Sandra ed Enea Mattei (via Abbiategrasso 404, tel. 0382/5471), è in programma l’incontro a ingresso libero con l’ex procuratore della Repubblica di Napoli Giovandomenico Lepore, il procuratore generale di Pavia Gustavo Cioppa e il g
Giovedì 30 ottobre alle 21, al Collegio Nuovo, fondazione Sandra ed Enea Mattei (via Abbiategrasso 404, tel. 0382/5471), è in programma l’incontro a ingresso libero con l’ex procuratore della Repubblica di Napoli Giovandomenico Lepore, il procuratore generale di Pavia Gustavo Cioppa e il g
Raffaele Cantone è nato a Napoli, ha 50 anni ed è in magistratura dal ’91. Si laureò con una tesi dal titolo “Il reato impossibile”. E’ entrato nella Dda di Napoli nel ’99 e per otto anni è stato il nemico numero uno del clan dei Casalesi che ha contribuito a sgominare con la caccia ai sup
Raffaele Cantone è nato a Napoli, ha 50 anni ed è in magistratura dal ’91. Si laureò con una tesi dal titolo “Il reato impossibile”. E’ entrato nella Dda di Napoli nel ’99 e per otto anni è stato il nemico numero uno del clan dei Casalesi che ha contribuito a sgominare con la caccia ai sup
Raffaele Cantone è nato a Napoli, ha 50 anni ed è in magistratura dal ’91. Si laureò con una tesi dal titolo “Il reato impossibile”. E’ entrato nella Dda di Napoli nel ’99 e per otto anni è stato il nemico numero uno del clan dei Casalesi che ha contribuito a sgominare con la caccia ai sup
di Adriano Agatti wPAVIA Due appartamenti svaligiati nella notte, a poche centinaia di metri di distanza, mentre i proprietari dormivano. I ladri, probabilmente ha agito la stessa banda, si sono impossessati di denaro contante e di oggetti preziosi per un valore che non è stato quantificat
di Ferruccio Fabrizio wNAPOLI Tre omicidi e trent’anni da scontare. Ma per i boss del clan dei Casalesi la salvezza era proprio dentro l’aula di giustizia: bastava corrompere i giudici del tribunale di Napoli e farla franca. Il prezzo dell’assoluzione? Dai 200 milioni di vecchie lire a 250
di Ferruccio Fabrizio wNAPOLI Tre omicidi e trent’anni da scontare. Ma per i boss del clan dei Casalesi la salvezza era proprio dentro l’aula di giustizia: bastava corrompere i giudici del tribunale di Napoli e farla franca. Il prezzo dell’assoluzione? Dai 200 milioni di vecchie lire a 250
ROMA Antonio Iovine non ha mantenuto il patto, quello del rito di affiliazione fatto una sera di giugno del 1984, subito dopo l’agguato a Ciro Nuvoletta. E ieri, il boss pentito del clan dei Casalesi, in un’aula del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, è andato in scena con il primo atto
ROMA Antonio Iovine non ha mantenuto il patto, quello del rito di affiliazione fatto una sera di giugno del 1984, subito dopo l’agguato a Ciro Nuvoletta. E ieri, il boss pentito del clan dei Casalesi, in un’aula del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, è andato in scena con il primo atto
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