di Pietro Oleotto Alla scoperta di SuperMario, ma il vero brasiliano è un altro: Andrea Pirlo. Le sue movenze, i lampi di genio, le giocate lo avvicinano in modo evidente al calcio verdeoro, tanto che adesso gli appassionati sudamericani si chiedono perché il regista azzurro non vesta la m
di STEFANO TAMBURINI Da una cattedrale della gloria a una città santa, dallo stadio Maracanà a Gerusalemme, la staffetta delle suggestioni azzurre è come una partita a ping-pong da una parte all’altra del mondo. È una pallina magica che rimbalza fra giocate deliziose e grandi ambizioni, ch
di Alessandro Bernini Ognuno ha la sua terra dei sogni. Mario Balotelli ieri ha avuto la netta sensazione di esserci finito dentro. «Che spettacolo questo Brasile...» ha confidato alla fidanzata Fanny e poi ai compagni prima di tornare ad allenarsi. I re degli eccessi. Già, perché in Brasi
di Alessandro Taraschi Se fosse una questione di blasone delle squadre di provenienza e di esperienza internazionale non si comincerebbe nemmeno a giocare. «Ma nel calcio non contano solo la tecnica e il fisico. Conta anche il cuore», come ha sussurrato, stremato, Giulio Donati, terzino de
di STEFANO TAMBURINI Eccolo lì, lo stadio dei sogni che abbraccia gli azzurri e le loro quattro stelle sul petto, le cento volte di Andrea Pirlo con la maglia dell’Italia e il talento emergente e ribelle di Mario Balotelli. C’erano tanti, forse troppi timori alla vigilia di questa visita a
di Alessandro Taraschi Cesare Prandelli si gusta una grande Italia. «L’emozione c’è stata all’inizio. Poi abbiamo pensato alla gara, con la giusta concentrazione. Volevamo vincere e l’abbiamo fatto con un buon calcio. Sono contento». Le sue scelte in avvio hanno pagato, l’Italia è partita
di STEFANO TAMBURINI Ce la giocheremo con gli spagnoli, come un anno fa nell’Europeo dei fratelli maggiori. La semifinale contro l’Olanda è stata ben più insidiosa dell’amichevole dello scorso Ferragosto quando eravamo andati là e gliene avevamo fatti tre. Quel giorno Lorenzo Insigne, Ciro
di STEFANO TAMBURINI Ce la giocheremo con gli spagnoli, come un anno fa nell’Europeo dei fratelli maggiori. La semifinale contro l’Olanda è stata ben più insidiosa dell’amichevole dello scorso Ferragosto quando eravamo andati là e gliene avevamo fatti tre. Quel giorno Lorenzo Insigne, Ciro
di STEFANO TAMBURINI Ce la giocheremo con gli spagnoli, come un anno fa nell’Europeo dei fratelli maggiori. La semifinale contro l’Olanda è stata ben più insidiosa dell’amichevole dello scorso Ferragosto quando eravamo andati là e gliene avevamo fatti tre. Quel giorno Lorenzo Insigne, Ciro
di Pietro Oleotto Sembra di essere in un film di Vanzina. Vacanze (con l’albero) di Natale per gli azzurri. D’accordo, sono vacanze di lavoro, come piace a Cesare Prandelli, visto che, dopo il Cristo Redentore, domani bisognerà anche incrociare il Messico. E batterlo, possibilmente. Per qu
di Pietro Oleotto Sembra di essere in un film di Vanzina. Vacanze (con l’albero) di Natale per gli azzurri. D’accordo, sono vacanze di lavoro, come piace a Cesare Prandelli, visto che, dopo il Cristo Redentore, domani bisognerà anche incrociare il Messico. E batterlo, possibilmente. Per qu
Una mano tesa al ct Prandelli e un invito ad andare dritto per la propria strada, puntando su questo gruppo, senza far drammi dopo il 2-2 contro Haiti. È un vento fresco quello che arriva dalla voce di sette ex giocatori azzurri, che hanno commentato per noi la vigilia della Confederations
Faccio il nome di quello che secondo me è il giocatore più importante dell’Italia: Andrea Pirlo. È lui che detta i ritmi, che dà le geometrie, che fa girare la squadra. Se Pirlo gioca bene, state sicuri che giocherà bene anche l’Italia. Le favorite? A parte la nostra nazionale, dico Spagna
Faccio il nome di quello che secondo me è il giocatore più importante dell’Italia: Andrea Pirlo. È lui che detta i ritmi, che dà le geometrie, che fa girare la squadra. Se Pirlo gioca bene, state sicuri che giocherà bene anche l’Italia. Le favorite? A parte la nostra nazionale, dico Spagna
Una mano tesa al ct Prandelli e un invito ad andare dritto per la propria strada, puntando su questo gruppo, senza far drammi dopo il 2-2 contro Haiti. È un vento fresco quello che arriva dalla voce di sette ex giocatori azzurri, che hanno commentato per noi la vigilia della Confederations
Faccio il nome di quello che secondo me è il giocatore più importante dell’Italia: Andrea Pirlo. È lui che detta i ritmi, che dà le geometrie, che fa girare la squadra. Se Pirlo gioca bene, state sicuri che giocherà bene anche l’Italia. Le favorite? A parte la nostra nazionale, dico Spagna
di Marco Scafati Non c’è scelta migliore di un’auto che porta lo stesso nome del fondatore della Pininfarina, ovvero la Sergio, per fare da madrina a un evento davvero speciale. Come quello che per iniziativa di un gruppo di appassionati del “marchio” capitanati dall’industriale Markus B
di Andrea Gabbi Una Nazionale nel pieno della sua crescita. Cesare Prandelli ha raccolto un testimone pesante dopo il disastro azzurro in Sudafrica nel 2010. I vertici federali gli hanno consegnato una squadra smarrita, da rigenerare e soprattutto da rifondare. Il ct ha lavorato sodo sul
di Andrea Gabbi Se nelle ultime quattro gare giocate a Praga l’Italia aveva sempre perso un motivo ci sarà. Il pareggio con la Repubblica Ceca ottenuto da una Nazionale sottotono può andare bene. La strada verso il Brasile è spianata, ma la prestazione azzurra è stata davvero negativa. C
L’eBook “La Storia siamo noi” – il quinto della collana – da oggi è scaricabile sul sito del giornale e si chiude, come tutti gli altri della serie, con un capitolo inedito. È il racconto di quella spedizione azzurra attraverso le parole di uno dei protagonisti, Alessandro Diamanti, treq