BAGHDAD Dopo gli Usa, anche l’Iran e l’Arabia Saudita, le due grandi potenze sciita e sunnita della regione, hanno dato il loro benestare alla formazione di un nuovo governo di riconciliazione nazionale in Iraq. Ma il premier ancora in carica Nuri al Maliki cerca di resistere, denunciando
BAGHDAD Dopo gli Usa, anche l’Iran e l’Arabia Saudita, le due grandi potenze sciita e sunnita della regione, hanno dato il loro benestare alla formazione di un nuovo governo di riconciliazione nazionale in Iraq. Ma il premier ancora in carica Nuri al Maliki cerca di resistere, denunciando
BAGHDAD Dopo gli Usa, anche l’Iran e l’Arabia Saudita, le due grandi potenze sciita e sunnita della regione, hanno dato il loro benestare alla formazione di un nuovo governo di riconciliazione nazionale in Iraq. Ma il premier ancora in carica Nuri al Maliki cerca di resistere, denunciando
di Bijan Zarmandili wROMA «Ora il mondo è più sicuro», ha detto Barack Obama riferendosi all'accordo raggiunto nel cuore della notte a Ginevra tra la delegazione iraniana e quella dei 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Inghilterra e Germania) sul dossier nucleare iraniano che prevede la sosp
di Bijan Zarmandili wROMA A dominare la prima giornata dei lavori dell'Assemblea generale delle Nazioni Uniti a New York sono stati la Siria e l'Iran. Ad imporre la centralità di tali argomenti è stato Barak Obama che nel suo intervento ha chiamato per ben 25 volte in causa la Repubblica d
di Bijan Zarmandili wROMA A dominare la prima giornata dei lavori dell'Assemblea generale delle Nazioni Uniti a New York sono stati la Siria e l'Iran. Ad imporre la centralità di tali argomenti è stato Barak Obama che nel suo intervento ha chiamato per ben 25 volte in causa la Repubblica d
di Bijan Zarmandili wROMA In attesa di quello che la Guida della Repubblica islamica, Ali Khamenei, ha definito ieri un “disastro”, il regime iraniano si prepara a valutare i danni, ma anche i vantaggi, che un attacco militare americano contro la Siria di Bashar el-Assad potrà causare per
di Bijan Zarmandili wROMA In attesa di quello che la Guida della Repubblica islamica, Ali Khamenei, ha definito ieri un “disastro”, il regime iraniano si prepara a valutare i danni, ma anche i vantaggi, che un attacco militare americano contro la Siria di Bashar el-Assad potrà causare per
di Bijan Zarmandili wROMA In attesa di quello che la Guida della Repubblica islamica, Ali Khamenei, ha definito ieri un “disastro”, il regime iraniano si prepara a valutare i danni, ma anche i vantaggi, che un attacco militare americano contro la Siria di Bashar el-Assad potrà causare per
TEHERAN La comunità internazionale si apre a una cauta speranza, il governo israeliano resta diffidente e raccomanda di tenere la guardia alta. Di «aprire subito un’agenda ampia di colloqui con l’Iran, non solo sul nucleare ma a partire dalla Siria», parla il ministro degli Esteri Emma Bon
di Bijan Zarmandili wROMA E' una vittoria schiacciante quella del moderato-riformista Hassan Rohani nelle presidenziali in Iran: con il 50,68 per cento di preferenza dei 36,70 milioni di elettori è riuscito ad evitare il ballottaggio. I suoi rivali, a vario grado tutti del campo conservato
di Bijan Zarmandili wROMA E' una vittoria schiacciante quella del moderato-riformista Hassan Rohani nelle presidenziali in Iran: con il 50,68 per cento di preferenza dei 36,70 milioni di elettori è riuscito ad evitare il ballottaggio. I suoi rivali, a vario grado tutti del campo conservato
di Bijan Zarmandili wROMA E' una vittoria schiacciante quella del moderato-riformista Hassan Rohani nelle presidenziali in Iran: con il 50,68 per cento di preferenza dei 36,70 milioni di elettori è riuscito ad evitare il ballottaggio. I suoi rivali, a vario grado tutti del campo conservato
L’Iran ha votato, e in massa. Le lunghe code ai seggi, la cui apertura è stata prorogata di quattro ore fino alle 22 di ieri (ora locale) ha acceso la speranza riformista a distanza di quattro anni da quel 2009 che vide la repressione della dissidenza ad opera di Ali Khamenei e Mahmoud Ahm
L’Iran ha votato, e in massa. Le lunghe code ai seggi, la cui apertura è stata prorogata di quattro ore fino alle 22 di ieri (ora locale) ha acceso la speranza riformista a distanza di quattro anni da quel 2009 che vide la repressione della dissidenza ad opera di Ali Khamenei e Mahmoud Ahm
L’Iran ha votato, e in massa. Le lunghe code ai seggi, la cui apertura è stata prorogata di quattro ore fino alle 22 di ieri (ora locale) ha acceso la speranza riformista a distanza di quattro anni da quel 2009 che vide la repressione della dissidenza ad opera di Ali Khamenei e Mahmoud Ahm