Messina Denaro, l’ultima sfida del padrino malato: “Non sono mafioso e non mi pento”
Il boss operato e ricoverato a L’Aquila. L’interrogatorio dopo il fermo: «Mi hanno preso per la mia malattia». Il legale: «Non può stare al 41 bis»
RICCARDO ARENAIl boss operato e ricoverato a L’Aquila. L’interrogatorio dopo il fermo: «Mi hanno preso per la mia malattia». Il legale: «Non può stare al 41 bis»
RICCARDO ARENAServe a spezzare i contatti dei boss con l’esterno, ma anche a piegarli per spingerli a collaborare. Condizioni pesanti che limitano i rapporti con la famiglia. Più volte la commissione europea dei diritti umani è stata chiamata a pronunciarsi sulla norma
FRANCESCO GRIGNETTIROMA Don Ciotti? «E’ come don Puglisi, possiamo pure ammazzarlo». Totò Riina, intercettato nel carcere di Opera, minaccia di morte don Luigi Ciotti, da sempre in prima linea nella lotta alle mafie. Ma il presidente di Libera, che ieri ha ricevuto la solidarietà di tutto il mondo politico e
cosa nostra Riina su Andreotti: «Il bacio non ci fu» Intercettato nel cortile del carcere milanese di Opera mentre parla con il boss pugliese Alberto Lorusso, l’ex boss corleonese di Cosa nostra, Totò Riina - un tempo il capo dei capi - afferma che sì, incontrò Giulio Andreotti, ma diversa
cosa nostra Riina su Andreotti: «Il bacio non ci fu» Intercettato nel cortile del carcere milanese di Opera mentre parla con il boss pugliese Alberto Lorusso, l’ex boss corleonese di Cosa nostra, Totò Riina - un tempo il capo dei capi - afferma che sì, incontrò Giulio Andreotti, ma diversa
cosa nostra Riina su Andreotti: «Il bacio non ci fu» Intercettato nel cortile del carcere milanese di Opera mentre parla con il boss pugliese Alberto Lorusso, l’ex boss corleonese di Cosa nostra, Totò Riina - un tempo il capo dei capi - afferma che sì, incontrò Giulio Andreotti, ma diversa
Cosa nostra teneva sotto controllo il telefono del giudice Paolo Borsellino o dei suoi familiari. È Totò Riina, in una conversazione intercettata, a rivelarlo a un compagno di carcere. «Sapevamo che doveva andare là perché lui gli ha detto: “domani mamma vengo”», racconta il boss, riferend
Cosa nostra teneva sotto controllo il telefono del giudice Paolo Borsellino o dei suoi familiari. È Totò Riina, in una conversazione intercettata, a rivelarlo a un compagno di carcere. «Sapevamo che doveva andare là perché lui gli ha detto: “domani mamma vengo”», racconta il boss, riferend
Non dovrebbero esserci problemi, saprete organizzarvi con le idee chiare e potrete contare su diverse facilitazioni e approvazioni. Seguite una dieta anche breve.
ROMA Un nemico come lui lo Stato non l’avrà mai più. Totò Riina torna a vantarsi delle proprie gesta stragiste svelando, stavolta, un particolare inedito sull’attentato di via D’Amelio. «Avemmo un colpo di genio», dice ad Alberto Lorusso, criminale pugliese che col capomafia di Corleone ha
ROMA Un nemico come lui lo Stato non l’avrà mai più. Totò Riina torna a vantarsi delle proprie gesta stragiste svelando, stavolta, un particolare inedito sull’attentato di via D’Amelio. «Avemmo un colpo di genio», dice ad Alberto Lorusso, criminale pugliese che col capomafia di Corleone ha
ROMA Il Montepaschi, per il secondo anno consecutivo, fa pulizia in bilancio e adesso si avvia al varo del maxi aumento di capitale. Dopo aver archiviato il 2012 con oltre 3 miliardi di perdite, il 2013 termina con un rosso di 1,43 miliardi, di cui 920 milioni nel solo quarto trimestre. Si
PALERMO «Non gliene capiteranno più di nemici così, gliene è capitato uno e gli è bastato, se ne devono ricordare per sempre»: Totò Riina lo ribadisce spesso. Nessuno è stato più come lui. Deliri di onnipotenza di un vecchio indomito, al carcere duro da 20 anni, che si sfoga rabbioso con u
PALERMO «Non gliene capiteranno più di nemici così, gliene è capitato uno e gli è bastato, se ne devono ricordare per sempre»: Totò Riina lo ribadisce spesso. Nessuno è stato più come lui. Deliri di onnipotenza di un vecchio indomito, al carcere duro da 20 anni, che si sfoga rabbioso con u
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