Napoli, una comunità di giovani celebra il nuovo e coraggioso album de La Niña al Museo Madre

Video "Furèsta" può diventare l'album decisivo per le sorti de La Niña (alias di Carola Moccia), coraggiosa musicista e cantautrice vesuviana che domenica 23 marzo ha presentato la sua nuova opera - prodotta in compagnia del polistrumentista Alfredo Maddaluno - nella sala principale del museo Madre in un evento del format Collettivo Core. Non soltanto per la ricchezza, l'intensità, l'intelligenza e la grazia delle canzoni che completano il progetto discografico uscito sotto etichetta BMG ma anche osservando le reazioni della platea: entusiasta, attenta, giovane e pronta a inseguire nuovi contenuti musicali. Nuovi nel senso di attuali, non fasulli, intimi, spietati, sfrontati, spudorati. Attraverso una performance che ha mescolato canto e videoart astratta, estetica meridionale e idee digitali, la matrice dell'antico Sud di cori e tammorre, folk e dolore, ritorna prepotente nell'architettura di questo disco che ingloba "Guapparia" (con Lino Cannavacciuolo) e "'O ballo d' 'e 'mpennate", "Sanghe" (con l'egiziano Abdullah Miniawy) e "Figlia d' 'a tempesta" (vestuta 'a puttana e vestuta da sposa), "Chiena 'e scippi" e "Pica Pica" (quasi medievale), in un plot sonoro che frulla zoccoli di cavalli, autotune ("Oinè"), tamburi, mandolini, canto di gazze ladre. Valgano da esempio "Ahi!" - nell'altalena sensibile di flamenco, morna, calypso - e "Tremm'" (con l'iraniana Kukii), che si fa dance hardcore e lava industrial e manifesta a suo modo le conseguenze, le paure e l'energia ancestrale che deriva dai frequenti terremoti che la geografia flegrea denuncia ogni giorno sempre più. Vibra, tra liriche assai esplicite, in ottica femminile e antropologica e nella visione di una canzone che vuole essere sociale e politica, l'antologia del Roberto De Simone de "La gatta Cenerentola", l'esperienza del collettivo Musicanova, la scommessa dub-folk "Sanacore" della famiglia Almamegretta, alla ricerca di una dimensione contemporanea della tradizione. Basterà attendere il tour e si capirà quanto questa generazione di giovani fruitori - al termine dello showcase, la fila per custodire il vinile autografato e il cd è stata affettuosa e abbondante - aveva desiderio e volontà di rintracciare una nuova dea del palco. Di cui fidarsi a prescindere. Video di Gianni Valentino