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Serena Simula / vogheraPer due soli voti di scarto è Marcello Bergonzi Perrone il candidato sindaco del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative vogheresi. Con 513 voti ha battuto la sfidante Alessandra Bazardi, segretaria cittadina del Partito Democratico che si è fermata a 511, in uno spoglio al cardiopalma durato un'ora e mezza. Una decina di volte gli scrutatori hanno riconteggiato le 1.036 schede compilate dagli elettori (e diventate 1.024 una volta tolte le bianche e le nulle), increduli davanti a una differenza così risicata. L'aria, tra le 20 e le 21.30, in sala Zonca si tagliava con il coltello. Se fino alla giornata di ieri il clima tra le due anime della coalizione era rimasto sereno e disteso, al momento della resa dei conti le tensioni si sono fatte più evidenti. Visibilmente stanchi, al termine di una giornata cominciata alle 8 del mattino, i due candidati hanno atteso il verdetto consumando il pavimento della sala comunale, passeggiando avanti e indietro con il fiato sospeso, scambiando tra loro pochissime parole. Solo al termine dello spoglio hanno ricominciato a respirare.il vincitore«Se il risultato ci ha voluto così vicini - commenta Marcello Bergonzi Perrone, 60 anni, avvocato cassazionista, sostenuto dai Civici di Pier Ezio Ghezzi, da Azione e Italia Viva - è perchè abbiamo lavorato bene entrambi. Detto ciò, io me lo aspettavo: nel senso che sono arrivato molto fiducioso a questo appuntamento: ho detto per gioco "Votatemi perché vinco" e l'ho fatto. E adesso sono pronto a farlo di nuovo. Chi non ci crede, sbaglia». Accanto a lui, per tutto il tempo, Pier Ezio Ghezzi, leader dei Civici, che lo ha accompagnato durante la campagna elettorale e, di fatto, lo ha designato come suo erede: «Questa non è una vittoria mia - dice - e nemmeno sua. È una vittoria di entrambi, ma soprattutto del civismo. Lui dice che era sicuro di vincere, ma io francamente non mi aspettavo un'adesione così forte per un candidato civico. Sarà che c'è molta stanchezza nei confronti dei partiti, ma rimane un risultato notevole per noi che non abbiamo una bandiera. E giuro che la maggior parte delle persone che sono venute a votare oggi, io non le conoscevo. E il risultato, aggiunto, è ancor più notevole perché lo abbiamo raggiunto in un solo mese di campagna elettorale».la sconfittaSportiva come lo è stata dall'inizio, Alessandra Bazardi incassa la sconfitta facendo le congratulazioni al suo avversario. Le critiche che le sfuggono non sono verso di lui, ma semmai verso il Partito Democratico, di cui è segretaria cittadina. Agente letteraria, 61 anni, era sostenuta dallo stesso Pd e da Alleanza Verdi Sinistra. «Aver perso per così pochi voti di scarto - dice - fa più male perché non è una sconfitta netta, è quasi un pareggio, una sconfitta che poteva non esserlo se avessi ricevuto tutto il sostegno che mi aspettavo dai miei. Il lato positivo è che e eravamo entrambi credibili, il lato negativo è che l'elettorato del centrosinistra, nonostante tutti i nostri sforzi, è ancora diviso». Un minuto dopo la sconfitta, quindi, fa subito un appello all'unità: «Ok - dice - oggi abbiamo dimostrato di non essere uniti, ma da domani dobbiamo serriamo i ranghi e ricompattiamoci».gli alleatiChi non aveva voluto prendere una posizione netta, in questa sfida, era il Movimanto 5 stelle, che pure fa parte della coalizione. «Oggi siamo contenti perché, al di là del candidato scelto, ha vinto la buona politica - dice Simone Verni, coordinatore provinciale M5s -. C'è stata grande affluenza e speriamo si ripeta a maggio. Per noi erano candidati di alto profilo: facciamo le congratulazioni a Marcello e ringraziano Alessandra per averci provato». --