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Oliviero Maggi / santa giulettaIl Comune di Santa Giuletta prosegue con le indagini nel sottosuolo nell'area dei bacini di decantazione della ex Vinal, per poi procedere con la bonifica dei terreni dai materiali inquinanti.le analisiL'amministrazione comunale ha affidato ad una ditta specializzata nel settore l'incarico per effettuare un'indagine geofisica del sottosuolo dell'area interessata per consentire l'individuazione di eventuali corpi interrati, come le tubazioni.Le indagini non invasive, su un bacino di circa 88.500 metri quadrati, saranno effettuate con l'utilizzo di onde elettromagnetiche, che consentono di individuare, verificando la conducibilità elettrica del sottosuolo, di individuare eventuali anomalie rispetto al fondo naturale. Con i risultati delle analisi sarà possibile ottenere una mappa cromatica del sottosuolo interessato e produrre una relazione tecnica, completa di di cartografia a colori, illustrazione dei dati più significativi e descrizione dell'indagine eseguita nonché i riferimenti della strumentazione utilizzata. L'incarico è stato affidato per una spesa di poco meno di 40mila euro, finanziata con una parte dei fondi (409mila euro) stanziati nel 2022 dalla Regione per consentire al Comune di Santa Giuletta di avviare le attività finalizzate alla messa in sicurezza anche di questo sito pericoloso, che dista a poche centinaia di metri dal complesso principale della ex Vinal, lungo la via Emilia.I ROGHI SOSPETTII bacini di decantazione sono ex cave in cui venivano convogliati i liquidi di scarto decadenti dalle attività produttive della ex Vinal; successivamente, venivano periodicamente svuotati dai rifiuti decantati e depositati sul fondo e quindi riposizionati ai bordi delle vasche a formare dei veri e propri argini che, allo stato attuale, risultano sollevati di qualche metro rispetto al piano campagna. Qui, nell'estate 2019, si erano verificati una serie di incendi anomali, innescati da una reazione chimica che ha portato a un innalzamento delle temperature nel sottosuolo fino a 170 gradi centigradi. A seguito dei sopralluoghi di Arpa e Ats, era stata riscontrata la presenza nei campioni di rifiuti prelevati di cianuri, rame, zinco e calcio oltre a fumi irritanti per le vie respiratorie e gli occhi. --