Oltrepo, primato Pinot nero È la prima varietà coltivata
Oliviero Maggi / TORRAZZA C. Un territorio vocato per il Pinot nero e capace di affrontare le sfide del futuro, tra cui quella del cambiamento climatico. È quanto emerge dai dati sulle superfici vitate in Oltrepo Pavese rese note dal Consorzio di tutela, secondo i quali il Pinot nero si conferma la prima varietà piantata nella zona.le superfici«Fin dalla sua introduzione in Italia, l'Oltrepo Pavese è stato la patria del Pinot nero, con la maggiore superficie piantata a livello nazionale, ma gli ultimi dati confermano che oggi è anche la varietà prevalente in Oltrepo, superando le rosse autoctone», spiega il Consorzio. Le statistiche aggiornate parlano di una superficie vitata complessiva per l'Oltrepo Pavese di 11.539 ettari, dei quali 2.869 (il 24,9%) proprio a Pinot nero, destinato sia alla produzione di Metodo classico (il Classese) sia di Pinot nero Doc. Seguono due uve a bacca nera (che rappresentano il 67% del totale), la Croatina (con il 24,7% della superficie) e la Barbera (13,6%). Tra le uve a bacca bianca, il 33% del totale, prevalgono il Pinot grigio, il Riesling italico e il Moscato, rispettivamente con 11,7%, 7,4% e 6,9%. «L'altitudine media dei vigneti è di 231 metri, ma si raggiungono facilmente i 631 metri per i vigneti rivendicati a Docg e i 770 per quelli Igt. «Le altitudini massime - aggiunge il Consorzio - mettono in evidenza la grande escursione altimetrica consentita dal territorio, che anche grazie agli ampi spazi può sfruttare le altezze per affrontare al meglio il crescere delle temperature medie che accompagna il cambiamento climatico». gli altri numeriIl 98% del vigneto oltrepadano è Doc e Docg (quest'ultima copre da sola il 38% del totale), con età medie che si attestano sui 25 anni e una netta predilezione (76,7%) per l'allevamento a Guyot (sistema di potatura caratterizzato da un tralcio a frutto piegato orizzontalmente e uno sperone per l'anno successivo). «Sono dunque notevoli le possibilità di sviluppo del numero di bottiglie rivendicate a Docg, anche grazie al rilancio del Classese, il blanc de noirs (e rosé de noirs) che raccoglie la grande eredità spumantistica dell'Oltrepo Pavese e racconta una qualità con oltre 160 anni di storia - conclude il Consorzio -. Il Metodo classico italiano nasceva in Valle Scuropasso alla metà dell'Ottocento, prima come luogo di provenienza del Pinot nero base spumante e subito dopo con la creazione nel 1865 del blanc de noirs del Conte Vistarino. Una tradizione che nel 1984 diventa Classese (Classico Pavese) le cui nuove etichette saranno presentate il prossimo aprile a Vinitaly». A concludere il quadro statistico del Consorzio, i Comuni con la maggiore superficie vitata sono Santa Maria della Versa (9,6%), Montalto Pavese (7,5%), Montù Beccaria (7,4%), Borgo Priolo (6,8%) e Montecalvo Versiggia (5,7%). Guardando, invece, alle due varietà più piantate, il Pinot nero è presente soprattutto a Montalto Pavese (304 ettari), Montecalvo Versiggia (217 ettari) e Borgo Priolo (216 ettari), mentre la Croatina a Santa Maria della Versa (300 ettari), Montù Beccaria (295 ettari) e Rovescala (278 ettari). --