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paronaIl cinema francese si fa rustico, intimo e sorprendente con "Tutto in un'estate!", il film d'esordio di Louise Courvoisier - premiato con il César come Miglior Opera Prima - che ha scelto di raccontare una storia di formazione ambientata nella sua terra di origine, il Giura. Presentato in anteprima al Festival di Cannes 2024 (nella sezione 'Un Certain Regard', dove ha vinto il Premio Giovani) e programmato domani sera (ore 21) al Movie Planet di Parona (per la rassegna "Altre Visioni" curata da Cristina Francese), questa pellicola è un coming-of-age dal sapore contadino e autentico che racconta il passaggio all'età adulta attraverso il lavoro, le responsabilità e un formaggio d'eccellenza: il Comté. Protagonista è Totone (Clément Faveau, giovane "attore" non professionista, agricoltore nella vita reale, che incarna perfettamente il disagio e la potenzialità del suo personaggio), un diciottenne scapestrato che spende le sue giornate bevendo birra e bighellonando con gli amici nella campagna del Giura. La sua vita, spensierata ma instabile, viene travolta da un evento tragico: la morte improvvisa del padre. Da un giorno all'altro, Totone si ritrova non solo a dover crescere, ma anche a farsi carico della sorellina di sette anni Marie-Lise (Maïwène Barthélemy, e che ha vinto il César come migliore rivelazione femminile). Per guadagnarsi da vivere - ma anche per ritrovare un senso - decide di mettersi in gioco in maniera ambiziosa: vuole produrre il miglior formaggio Comté della regione e partecipare a un concorso agricolo che mette in palio 30 mila euro. Questo progetto, apparentemente folle per un giovane inesperto, diventa per Totone la via per riscattarsi, prendersi le sue responsabilità e guardare al futuro. Louise Courvoisier ha voluto mostrare cosa significhi appartenere a un territorio rurale oggi: non solo la fatica del lavoro agricolo, ma anche la bellezza del paesaggio, il legame con la tradizione casearia e la volontà di dare voce a una gioventù "di frontiera" da ammirare con occhi nuovi, non come residuo nostalgico, ma come uno spazio di vita pulsante. --gi.ar.