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«Serve una transizione intelligente per l'uso dei fertilizzanti: no a divieti che penalizzano gli agricoltori». Questa la posizione della Confederazione italiana agricoltori (Cia) alla tavola rotonda organizzata a Roma da Federchimica Assofertilizzanti. Ampio spazio è stato dedicato al tema del divieto dell'urea previsto dal Piano nazionale per la qualità dell'aria, che Cia definisce «una misura insostenibile per le imprese agricole» in assenza di alternative reali e di una fase di transizione ben definita. L'urea copre circa il 12% del fabbisogno nazionale di azoto: un divieto improvviso metterebbe a rischio la tenuta produttiva di cereali, mais, riso e zootecnia con impatti a catena sulle filiere agroalimentari. «Sottolineiamo - hanno detto i rappresentati della Cia - anche l'importanza delle Tecniche di evoluzione assistita, Tea, come strumento chiave per l'adattamento climatico e la sostenibilità del sistema agroalimentare».