«Viaggiatori liguri aiutati pavesi senza agevolazioni»

La polemicaBressanaIl Pd provinciale, guidato dal segretario Simone Marchesi, prende posizione sulla chiusura del ponte ferroviario di Bressana, con una forte critica in merito alle misure adottate per attenuare i disagi dei pendolari. Nella nota congiunta, firmata da Davide Scagliotti (segretario del Pd di Bressana), Martina Albini (Pd di Bastida Pancarana), Michele Mezzadra (Pd di Cava Manara), Nicoletta Marchesi (Pd di Pinarolo Po), Stefania Malerba (Pd del Siccomario) e Alessandra Bazardi (Pd di Voghera), vengono evidenziate le problematiche per i pendolari. «La chiusura del ponte ferroviario di Bressana sta generando una situazione insostenibile, che colpisce con particolare durezza i pendolari lombardi e piemontesi. I disagi si stanno rivelando enormi, e ciò che è più grave è la totale assenza di equità nelle misure adottate». «Mentre ai viaggiatori liguri - prosegue la nota del Pd pavese - vengono promessi sconti per compensare l'allungamento dei tempi di viaggio, ai cittadini dell'Oltrepo e del pavese, che subiscono ritardi anche maggiori, non è stata prevista alcuna forma di agevolazione o compensazione. Le soluzioni messe in campo appaiono del tutto insufficienti. La sostituzione dei treni con pochissimi pullman è chiaramente inadeguata rispetto alla domanda reale». Sui pullman garantiti come mezzi sostitutivi per i pendolari, il Pd incalza: «Un singolo treno trasporta tra le 400 e le 500 persone. Pensare di compensare il servizio ferroviario con un numero cosi esiguo di mezzi su gomma è semplicemente irresponsabile. Il rischio concreto è di creare assembramenti e tensioni, specialmente in nodi critici come la stazione di Voghera, dove i pullman Autoguidovie delle 6.47 e delle 7.10 diretti a Milano Famagosta risultano già oggi pieni». Il Pd provinciale chiude con un'ultima stoccata: « Denunciamo con forza la totale assenza di programmazione, la mancanza di coordinamento tra istituzioni e la disparità di trattamento tra territori. E' inaccettabile che le comunità dell'Oltrepo e del Pavese siano ancora una volta dimenticate e lasciate sole davanti ad un'emergenza annunciata. Serve un cambio di passo, prima che la situazione degeneri anche sul piano sociale e dell'ordine pubblico». --ALESSANDRO QUAGLINI