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Carlo Calenda lancia «un grande patto repubblicano» per fare le riforme. E fa appello a maggioranza e opposizione per eleggere «una piccola assemblea costituente di 100 membri che in un anno riscriva la seconda parte della Costituzione». Si è capito «con grande chiarezza che, tolta la separazione delle carriere, di altre riforme non se ne vedrà l'ombra e non possiamo permettercelo», argomenta il leader di Azione. Che riferisce di aver già inviato la proposta ai leader di tutti i partiti, «perfino a Salvini». Il punto di partenza è un sondaggio, effettuato da Swg su input del partito, presentato durante l'ultimo congresso di Azione: «Il 36% degli italiani è convinto che ci voglia una dittatura perché la democrazia non funziona più. Tra i ragazzi il 52% vuole la chiusura della democrazia per come la conosciamo», spiega Calenda. Quindi questo patto repubblicano «è una cosa da fare urgentemente, tutti insieme. Si è capito con grande chiarezza che, tolta la separazione delle carriere, di altre riforme non se ne vedrà l'ombra e non possiamo permettercelo. Se non riusciamo a fare questo, la prossima volta arriverà un dittatore», argomenta Calenda. Il segretario di Azione riferisce, poi, di aver contattato «tutti i leader di partito», da Giorgia Meloni a Elly Schlein fino a Matteo Salvini. Accanto a lui, durante una conferenza stampa convocata al Senato, c'è il presidente della fondazione Einaudi, Giuseppe Benedetto: «Non è più possibile continuare a sbrindellare la Costituzione un pezzo alla volta senza mettere mano a una sua riforma organica. Basta con gli interventi spot. In ogni legislatura c'è sempre qualcuno che propone nuove modifiche - pensiamo al premierato, al monocameralismo o alla modifica del quorum per i referendum - ma il risultato è quasi sempre lo stesso: il parlamento non è in grado di procedere». Di qui la presentazione del ddl costituzionale per l'istituzione di un'assemblea costituente, promosso proprio dalla fondazione Einaudi e da Azione. Freddezza da FdI, Pd e M5s. «Da Calenda non ho ricevuto alcuna proposta, ho controllato anche la posta...», fa sapere il coportavoce dei Verdi Angelo Bonelli, deputato di Avs. «Rispettiamo tutte le proposte ma noi andiamo avanti ad approvare le riforme costituzionali che abbiamo promesso agli elettori e sulle quali siamo sempre alla ricerca della massima condivisione possibile», afferma il portavoce di FI Raffaele Nevi a chi gli chiede un commento. Dice sì, invece, il segretario nazionale del Psi Enzo Maraio. Contrario il leader di Più Europa Riccardo Magi. --