Sul taglio dell'erba il sindaco replica: «Lavori complessi»

SANNAZZAROÈ da poco entrato nel vivo il servizio di manutenzione del verde pubblico, con la stipula di un appalto triennale per 430mila euro e scoppiano le accuse delle minoranze per la sua scarsa efficienza. Il sindaco Roberto Zucca e l'assessore ai pubblici lavori Paolo Baldini ribattono: «Circa il contratto triennale, è stato previsto un incremento, in quanto il numero dei tagli di erba che dovranno essere effettuati è aumentato; è stata introdotta poi la manutenzione delle attrezzature ludiche e il trattamento dell'ifantria, al fine di migliorare il servizio rispetto il passato». L'azienda che ha acquisito l'appalto è nuova sul territorio e si è trovata ad intervenire su una condizione non ottimale lasciata dal vecchio gestore. E Zucca spiega: «Gli uffici preposti ogni giorno si premurano di verificare gli interventi effettuati e di indicare le carenze o gli errori che sono stati rilevati per la loro sistemazione. Ringrazio i cittadini che segnalano i problemi così da consentirne la soluzione. Allo stesso tempo, invitiamo tutti a distinguere tra disservizi isolati, che certamente ci sono, e una presunta cattiva gestione complessiva, che non riflette la realtà dei fatti». Per l'amministrazione parlare di gestione disastrosa è scorretto. E dal Comune fanno sapere che si sta cercando di pianificare al meglio la manutenzione, «un lavorio continuo, esteso e non privo di difficoltà». «La ditta incaricata deve seguire un piano di intervento su tutto il territorio, con priorità precise - spiega Baldini -. Ci possono essere ritardi o imperfezioni? Certo, come in ogni servizio complesso. E quando succede ci impegniamo a intervenire. Il nostro piano di manutenzione copre decine di aree: parchi, scuole, marciapiedi, aree gioco. Ogni intervento è programmato con criterio, seguendo priorità e meteo». E il sindaco aggiunge: «Spiace che siano sempre gli stessi a sobillare le proteste: presenti quando c'è da puntare il dito, ma assenti dagli uffici comunali o se c'è da collaborare». --PAOLO CALVI