Sioux e Athletic Pavia presentano il progetto
paviaVa avanti spedito il progetto del ritorno del marchio e della denominazione Ac Pavia. L'associazione Sioux, affiancata dalla società sportiva Athletic Pavia (che milita in Prima categoria) questa mattina a mezzogiorno ha convocata una conferenza stampa per raccontare alla città le loro precise intenzioni.È probabile che prima di quell'ora ci sia un incontro di chiarimento con il sindaco Michele Lissia e la vicesindaca Alice Moggi.Qualora si tenesse, si tratterebbe di un incontro "a carattere privato", fanno sapere i Sioux.«Noi non vogliamo fare polemiche con nessuno - spiega a nome dei Sioux Luca Biglieri -, il nostro è un progetto in positivo. Anzi, auguriamo all'altra società sportiva (il Pavia calcio 1911, ndr) di raggiungere gli obiettivi che vuole raggiungere. Se ci sono state divergenze con la loro dirigenza, ormai noi guardiamo altrove».L'obiettivo dichiarato del sodalizio Sioux e Athletic Pavia è uno: portare la squadra che avrà il logo dell'Ac Pavia sulla maglia a giocare al Fortunati, lo stadio cittadino, simbolo del calcio pavese.«Lo spiegheremo in conferenza stampa - riprende il rappresentante dell'Associazione Sioux Pavia Aps - il Fortunati è la casa dell'Ac Pavia e della tifoserie tutta intera».Per capire come si è arrivati fino a questo punto, bisogna riavvolgere il nastro, partendo dall'acquisizione del marchio e del nome Ac Pavia. Uno sforzo economico da parte dei Sioux di più di 30mila euro (per la precisione 25mila + iva). Il tribunale aveva organizzato l'asta dopo il fallimento della gestione cinese del Pavia. Una gestione che aveva portato la società ai play off per la serie B, creando però una montagna di debiti mai pagati.Per alcuni anni il marchio è stato poi ceduto alla squadra del presidente Nucera, ma un anno fa si è creata una frattura insanabile tra ultras e dirigenza.«Per capire cosa è successo, non bisogna concentrarsi su quanto accaduto nell'agosto del 2024 - riferisce Luca Biglieri - e non c'è solo un tema di risultato sportivo, che è una questione marginale. Con il Pavia calcio 1911 c'è stata una sostanziale incomunicabilità e non tanto con la presidenza, quanto con la dirigenza». Con qualcuno in particolare? (chiediamo): «Diciamo con la dirigenza, non vogliamo alimentare altre polemiche».Ma il rappresentante dei Sioux fa una precisazione: «Noi siamo consapevoli che la tifoseria autentica, quella che da sempre segue il calcio al Fortunati, sta dalla nostra parte. La riprova è la bassa affluenza allo stadio nell'ultima stagione. «Si è creata una sintonia tra il pubblico della tribuna e la curva - conclude Biglieri - chiunque veda i numeri dell'affluenza allo stadio della stagione passata può verificarlo. Non siamo noi isolati rispetto ai tifosi storici». --carlo gariboldienrico venni