Senza Titolo
Broni«I morti d'amianto sono martiri del nostro tempo». Lo ha detto l'arciprete di Broni, don Gian Paolo Civillini, ieri sera, in basilica, nell'omelia della messa per la Giornata mondiale in memoria delle vittime dell'amianto. All'iniziativa, organizzata dal presidente dell'associazione Avani, Silvio Mingrino, erano presenti il deputato Alessandro Cattaneo, il presidente della Provincia, Giovanni Palli, il consigliere provinciale Amedeo Quaroni, il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi, la presidente del consiglio comunale Chiara Caraffini, l'assessora Mariarosa Estini, il consigliere comunale Edoardo Depaoli, i sindaci di Portalbera, Santa Giuletta, Oliva Gessi, il preside del liceo Golgi, Roberto Olivieri, con una delegazione di studenti, il presidente del Rotary Club Oltrepo, Giuliano Coroli, Pinuccia Verri e Letizia Ercole, vedova e figlia dell'ex sindaco ed ex deputato Cesare Ercole, l'ex assessore stradellino Andrea Frustagli. I datiUna piaga, quella dell'amianto, che continua a colpire il territorio provinciale: in base ai dati di Ats Pavia, tra il 2016 e il 2022, sono stati 262 i decessi legati all'amianto, di cui il 50% nel distretto Broni-Casteggio, con Broni e Stradella in cima alla classifica regionale, in rapporto al numero degli abitanti, per mortalità da amianto. I rischi maggiori provengono dalle ancora troppe coperture in amianto (si stimano 700mila metri quadrati sul territorio pavese) da bonificare, per questo Avani ha chiesto di rifare il censimento su tutta la provincia per avere un quadro aggiornato della situazione. «Siamo qui in chiesa davanti all'altare semplicemente per offrire una preghiera per tutti i bronesi che ci hanno lasciato a causa dell'amianto - ha detto l'arciprete di Broni -. Magari ci sono tra voi persone che hanno avuto familiari, parenti e amici che ci hanno lasciato per questo grave problema ecologico. Tutti loro sono martiri del nostro tempo, morti per il lavoro, per tirare avanti la casa e la famiglia. Tanti non hanno nemmeno lavorato a contatto con l'amianto, ma l'hanno solo respirato». Don Civillini ha rimarcato l'importanza di dare a Broni un nuovo liceo: «È una scuola qualificata e all'avanguardia, ma ora bisogna metterci mano», ha ricordato. Al termine della funzione, Mingrino ha letto la preghiera per le vittime dell'amianto: «È stato detto al telegiornale che per infortuni sul lavoro nel 2024 sono morte 1077 persone in Italia, per colpa dell'amianto killer oltre 6mila, sono numeri che fanno riflettere», ha sottolineato Mingrino, che ha poi ricordato Mauro Peveri, scomparso di recente dopo una battaglia di cinque anni contro il mesotelioma, e l'ex sindaco Cesare Ercole, in prima linea per Broni nella battaglia contro l'amianto. «È cominciato tutto da lui e noi continuiamo la sua battaglia», il pensiero del presidente Avani. «Il modo migliore per onorare la memoria di chi non c'è più è continuare a lavorare uniti, come abbiamo fatto in questi anni, senza divisioni politiche, per liberare Broni dall'incubo dell'amianto», ha affermato Riviezzi. Ma ora, finalmente, dopo tanti sforzi, il sindaco vede «la luce in fondo al tunnel»: tutti gli edifici pubblici bonificati, oltre il 60% dei tetti privati pericolosi rimossi, quasi terminata la messa in sicurezza della ex Fibronit. Adesso bisogna chiudere la partita della nuova sede del liceo: «Dopo l' impegno dell'amministrazione provinciale, che ha stanziato quasi 500mila euro per il progetto esecutivo, vedremo sorgere una scuola moderna e sicura, che sostituirà l'attuale edificio in amianto, simbolo di speranza per le nuove generazioni», l'auspicio finale del sindaco. --Oliviero Maggi