Senza Titolo

L'armata russa continua a guadagnare terreno nel Kursk e secondo Kiev la strategia di Mosca in questa zona del fronte mira a obiettivi più ambiziosi: sfondare verso il nord. «Vogliono migliorare le loro posizioni sul campo di battaglia prima di impegnarsi in un cessate il fuoco», è la denuncia di Zelensky, in una fase in cui il conflitto si combatte principalmente dal cielo, con una pioggia incrociata di droni. La regione russa di confine, teatro ad agosto dell'offensiva a sorpresa degli ucraini, resta in cima alle priorità dello stato maggiore di Mosca, che vuole togliere al nemico una preziosa merce di scambio quando si andrà al tavolo delle trattative di pace. Il ministero della Difesa ha diffuso le immagini di Sudzha, la città principale del Kursk occupata dalle forze ucraine per mesi, da poco tornata sotto il controllo russo, con grande soddisfazione del Cremlino. Nell'ultima settimana ampie porzioni dell'oblast sono tornate in mano russa. La situazione per gli ucraini nel Kursk «è molto difficile», ha ammesso lo stesso Zelensky, smentendo che le sue truppe sono «circondate» (come aveva fatto intendere Trump, fornendo una nuova sponda a Putin). Lo stato maggiore di Kiev ha riferito che le unità di combattimento «continuano a trattenere i raggruppamenti russi e nordcoreani», tenendoli lontani da altre linee del fronte. Il problema è che i russi, così superiori in termini di uomini e mezzi, starebbero continuando ad ammassare truppe lungo il confine nord-orientale dell'Ucraina. Con l'obiettivo, ha avvertito Zelensky, di «attaccare la nostra regione di Sumy»: una parte di territorio finora relativamente risparmiato dall'invasione. Per questo motivo il leader ucraino, che si è nuovamente stretto agli alleati partecipando in video-conferenza al summit dei cosiddetti volenterosi promosso da Londra, si è detto pronto a «fornire ai partner tutte le informazioni reali sulla situazione al fronte» e dimostrare che «Mosca intende continuare a ignorare la diplomazia». Ossia, continuare a porre ostacoli alla tregua di 30 giorni proposta da Washington e accolta da Kiev. La pressione russa resta costante anche nel Donbass con le operazioni concentrate per conquistare Pokrovsk, località nei pressi di una autostrada collegata con il centro ben più strategico di Dnipro. La battaglia qui infuria da mesi, ma gli ucraini in questa fase assicurano che la situazione si è «stabilizzata». --