Biodigestore, viabilità e odori tanti dubbi sul progetto
ROBECCO PAVESELa Provincia ha chiesto ieri, durante la prima conferenza dei servizi, integrazioni su odori, traffico e provenienza delle biomasse alla società Bmet10, che ha proposto l'insediamento di un biodigestore a Robecco Pavese, in alcuni terreni lungo la Sp15 (via Vittorio Veneto). Entro fine gennaio la proponente dovrà integrare la documentazione con una serie di osservazioni sull'impatto degli odori e sull'origine delle biomasse che alimentano l'impianto, presentando gli accordi preliminari con le aziende produttrici. Infine, dovranno essere precisati i volumi di traffico e le strade interessate dal passaggio dei mezzi pesanti diretti al biodigestore. La prossima riunione si terrà a febbraio. Il Comune di Robecco, rappresentato dal sindaco Pier Luigi Bianchi, ha ribadito di non essere contrario a priori a questo tipo di insediamenti: «Si tratta di impianti green incentivati dalla comunità europea - sostiene il primo cittadino -. Il Comune si esprimerà dopo aver appreso il parere dei tecnici, ma non ci deve essere una presa di posizione ideologica o solo per andare contro all'amministrazione. Per quanto riguarda il traffico, i mezzi delle aziende agricole sono già in giro per portare gli scarti a mulini o centri di stoccaggio, inoltre, sugli odori, ho visitato tanti impianti e non ho mai riscontrato problemi».Di diverso avviso la minoranza "Rinnovamento", che ha presentato un'interrogazione da discutere in consiglio. L'opposizione sottolinea alcune criticità, a partire dall'inserimento dell'area oggetto di intervento nel Pgt comunale come "ambito di rispetto dei corsi d'acqua", sul quale sono vietate nuove costruzioni, il rischio odori per lo stoccaggio delle biomasse, visto che l'impianto disterebbe circa 300 metri da un'abitazione e dal centro, l'aumento del traffico pesante sulla via principale di accesso al paese, a fronte anche del possibile via libera al biodigestore di Pinarolo Po, a pochi chilometri di distanza. Osservazioni simili sono state depositate da Legambiente Voghera-Oltrepo, che sottolinea anche il tema della sostenibilità della filiera di approvvigionamento, «visto che nel raggio di 10 km risultano attive tre autorizzazioni per impianti» e ritiene indispensabile «un'analisi dettagliata della tracciabilità delle biomasse». Alla conferenza ha assistito come uditore, con il consigliere comunale Gianfranco Ursino, il Comune di Bressana Bottarone, che farà le sue valutazioni una volta analizzate le integrazioni presentate dalla società. --Oliviero Maggi