Sulla raccolta rifiuti assemblea a Montalto
MONTALTO PAVESECassonetti intelligenti si, cassonetti intelligenti no. Questo è il dilemma con cui si sta confrontando, in questi giorni, l'amministrazione di Montalto Pavese, che avendo la possibilità di spendere 270 mila euro di fondi Pnrr per cambiare il proprio sistema di raccolta differenziata ha deciso di coinvolgere l'intero paese nella scelta.Di fronte a una pur interessante opportunità, il neo eletto sindaco Paolo Repossi (56 anni, funzionario regionale nel settore sviluppo locale e scrittore) ha voluto prendersi qualche settimana per organizzare una vera consultazione pubblica in più fasi: lo scopo è quello di essere certo di interpretare il volere dei 840 concittadini, ma soprattutto di spendere bene (o di non spendere affatto) il denaro a sua disposizione.Per prima cosa ha distribuito questionari esplorativi a tutte le famiglie (di cui 120 sono stati riconsegnati compilati al Comune) e poi ha fissato due incontri pubblici (martedì 3 settembre alle 20.30 alla palestra comunale e giovedì 12 settembre alla stessa ora alla trattoria Ca' del Fosso) per illustrare i risultati del sondaggio, per esaminare insieme le possibili soluzioni e per discuterne alla presenza di Stefano Bina, direttore generale della Broni Stradella Pubblica srl.Le proposte progettuali sono due: utilizzare 26 cassonetti intelligenti per la sola raccolta della frazione umida su tutto il territorio comunale oppure costituire alcune isole ecologiche per la raccolta differenziata di carta, plastica, vetro e umido. Al momento a Montalto non c'è un sistema efficace di raccolta differenziata: ci sono campane per il vetro e isole ecologiche in cui però, non essendo presidiate, viene gettato un po' di tutto. Passando ai cassonetti intelligenti occorrerebbe fare due passi in più, capire il funzionamento della tessera ed essere disponibili a utilizzarla correttamente: ecco perché è indispensabile che la popolazione sia d'accordo, perché in caso contrario si rischierebbe di trovare spazzatura abbandonata ovunque.Ma la motivazione dietro a tanta condivisione non è solo pratica: «Abbiamo in mente un modello di amministrazione dove gli esiti dell'ascolto entrino a pieno titolo nel circuito delle decisioni - dice il sindaco Repossi -. Non si tratta di declinare le responsabilità o di delegare le scelte, ma di far scattare un meccanismo di partecipazione che faccia parte del processo di lavoro. Non lo attiveremo su tutto, ma sulle questioni più impattanti ci proveremo. In questo momento lo stiamo facendo sui sistemi di raccolta differenziata dei rifiuti, ma abbiamo già in mente altri confronti, che svolgeremo a breve: la manutenzione e la gestione dei cimiteri, gli interventi sui corsi d'acqua del reticolo comunale, il recupero dello storico Palazzo Cristina. È un lavoro faticoso, che espone a diverse critiche, ma è un modo di procedere che alla fine darà dei risultati, sia in termini di efficienza rispetto alle esigenze della comunità che in termini di risparmio delle risorse pubbliche». --Serena Simula