Villa Nuova Italia sarà pronta in autunno affreschi recuperati

BRONIVilla Nuova Italia riconsegnata in autunno alla città. È ormai in fase di completamento l'ultima tranche dei lavori di riqualificazione dello storico edificio, avviati nel 2021 dopo il passaggio di proprietà dall'Agenzia del Demanio al Comune di Broni. Lo ha annunciato il sindaco Antonio Riviezzi, che ha effettuato di recente un sopralluogo al cantiere. Salvo imprevisti, l'edificio di maggior valore storico e culturale della città sarà restituito alla comunità bronese entro il prossimo autunno, al termine di un lungo processo di recupero che ha interessato, dopo gli spazi esterni, sia la struttura dell'immobile, con il rinforzo del solaio e del controsoffitto del secondo piano, il rifacimento degli impianti e dei servizi igienici, sia le sue testimonianze artistiche (inclusi gli affreschi originali, riportati alla luce e accuratamente restaurati).«Nel 2019, quando il bene è entrato nella disponibilità del Comune - ricorda Riviezzi - Villa Nuova Italia versava in uno stato di grave degrado. Oggi, grazie a un'attenta e complessa opera di ristrutturazione, ha ritrovato il suo antico splendore. Per noi è motivo di grande soddisfazione, poiché si tratta di un bene di alto valore culturale e sociale, oltre che simbolico». Costruita alla fine dell'Ottocento come residenza privata della famiglia Maccabruni, Villa Nuova Italia fu trasformata in albergo all'inizio del secolo scorso. Negli anni Venti divenne sede della Casa del Fascio e, durante la Seconda guerra mondiale, ospitò il quartier generale della famigerata Sicherheits Abteilung, la polizia repubblichina operante sotto il comando tedesco nel Nord Italia. Dopo la Liberazione, l'edificio fu ribattezzato Villa Nuova Italia e divenne sede del palazzo municipale, prima di cadere in abbandono per 65 anni.«Il primo tentativo di acquisizione da parte dell'amministrazione di Broni risale al 1954 - prosegue Riviezzi - a testimonianza dell'importanza che Villa Nuova Italia ha sempre avuto per la nostra comunità. Nel 2019 siamo riusciti a ottenere lo svincolo del bene e ad avviare un progetto di recupero, di concerto con la Soprintendenza, di fatto ottenendo un risultato storico». E ora il Comune sta valutando come utilizzare l'immobile una volta recuperato: «Per quanto riguarda la destinazione futura dell'edificio, avvieremo un percorso di condivisione, prima in consiglio comunale e poi con la cittadinanza, per individuare una finalità che sia in linea con il progetto approvato dalla Soprintendenza e risponda alle esigenze reali della città» conclude il primo cittadino. --Oliviero Maggi