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PaviaAttendono l'esito dello studio epidemiologico e delle indagini di Nas e Procura gli allevatori della provincia di Pavia. Indagini che dovranno accertare le cause che hanno portato alla diffusione della Psa in sei allevamenti suinicoli, dopo un anno di stop, e all'abbattimento di circa 34mila maiali che, per le aziende coinvolte, significa una perdita stimata di quasi 8,5 milioni di euro. Si sta infatti sempre più allontanando l'ipotesi che il contagio sia stato determinato da cinghiali, mentre sta avanzando quella che sia imputabile alla non rigorosa applicazione delle norme di biosicurezza. Il virus quindi potrebbe essersi trasmesso attraverso l'uomo con la contaminazione di automezzi aziendali, attrezzature, cibo di origine o contenente carne di maiale. Le attività di rintraccio prevedono il sequestro cautelativo di ogni allevamento a contatto e il campionamento di tutti i suini morti. Preoccupate le associazioni di categoria. «E' fondamentale capire come l'epidemia si sia sviluppata nella nostra provincia - sottolinea la presidente di Confagricoltura Pavia, Marta Sempio -. Una concentrazione così alta non può essere una coincidenza e solo un'indagine seria e approfondita può consentirci di conoscere l'origine del contagio e consentirci di voltare pagina. Siamo molto preoccupati e ulteriori blocchi rischiano di compromettere ulteriormente un settore già in ginocchio. Siamo fermi ai ristori per i danni verificatisi entro lo scorso novembre e le aziende in cui è avvenuto il depopolamento preventivo a settembre ancora non hanno ripreso a lavorare e neppure si sa quando riceveranno la liquidazione dei danni. Chiediamo quindi un decreto per erogare i ristori e che si proceda più velocemente rispetto allo scorso anno». A sostenere la necessità di chiarire le motivazioni che hanno portato a questa nuova ondata di contagi è anche Cia, dopo che la provincia di Pavia è stata segnata, nel giro di 15 giorni, da sei focolai di peste suina africana, con l'abbattimento complessivo di circa 34mila maiali, 20mila solo in un allevamento di Tromello che ha subito danni, in base alla tipologia di suini, per circa 700mila euro. «Bisogna capire i motivi che hanno portato al dilagare dell'epidemia - sostiene il presidente di Cia Pavia Carlo Emilio Zucchella -. Le indagini sono doverose e servono ad evitare che si possano ripetere eventuali errori umani. Dopo un anno di stabilità, senza nuovi casi di Psa, era impensabile che il virus si ripresentasse negli allevamenti e peraltro la situazione è addirittura peggiore rispetto a quella dell'agosto 2023. Vedremo se emergeranno responsabilità».Chiede interventi rapidi, per migliorare la biosicurezza negli allevamenti, Coldiretti che dice: «Non possiamo più assistere impotenti all'abbattimento indiscriminato di migliaia di animali sani a causa della diffusione del virus in una popolazione selvatica fuori controllo. La vera innovazione è prevenire, anticipare le difficoltà pensando a lungo termine e investendo nella ricerca, per evitare di dover sempre inseguire l'emergenza. È essenziale che le regioni confinanti collaborino con azioni coordinate, solo così si possono superare le difficoltà che sorgono quando le competenze non sono chiare e gli interventi vengono ritardati». --Stefania Prato