Senza Titolo

Nel suo «qui e ora» convivono l'elogio della lentezza, ma soprattutto godere di quello che offre il momento. Insomma non concentrarsi su quello che manca, ma su quanto si è fatto. Per questo l'oro olimpico, che pure è l'unico che manca nella gloriosa storia della pallavolo azzurra, non è un'ossessione: almeno non lo è per Julio Velasco, che a 72 anni, dopo aver attraversato generazioni di fenomeni, aver lasciato lo sport, salvo poi farsi irretire di nuovo, è riuscito nell'ennesima impresa della sua vita. Le azzurre del volley sotto la sua egida sono arrivate dove nessuno mai era riuscito: una finale olimpica, e già lo step precedente (la semifinale) era un traguardo inedito. Domenica, nel giorno in cui cala il sipario su questi Giochi di Parigi, la nazionale di Egonu e Sylla, Antropova e De Gennaro va a caccia dell'alloro più ambito. L'Italia del volley maschile, intanto, chiude l'Olimpiade di Parigi con un'altra delusione. Doveva essere l'occasione buona per sfatare la maledizione dei Giochi, invece niente podio. Dopo quella con la Francia, nella «finalina» per il bronzo contro gli Usa è arrivato un altro 3-0, meno doloroso ma comunque pesante, che lascia gli azzurri del ct De Giorgi a mani vuote. E cosa significhi questa nuova battuta d'arresto lo spiegano meglio di ogni altra cosa le lacrime di Michieletto a fine partita.Una scena dolorosa, e la testimonianza di un altro fallimento sulla ribalta che più conta, quella ardentemente desiderata. Pacato, a fine partita, il commento del ct Fefé De Giorgi: «C'è amarezza - dice - perché questo è un gruppo che poteva suggellare con una medaglia il percorso degli ultimi anni. Sarebbe stato importante tornare a casa con il bronzo, però questa Olimpiade è stata caratterizzata da un grande equilibrio. Lavoreremo per far crescere i ragazzi sperando al tempo stesso che i nostri ventenni trovino spazio nel campionato».